Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha deciso mercoledì di avviare un dialogo nazionale anche se la componente principale dell’opposizione ha già annuciato che non parteciperà. La decisione di Maduro arriva dopo tre settimane di forti proteste proprio contro il presidente venezuelano, che sono sfociate pure nella violenza. Non è dato ancora sapere quali saranno le modalità di questo “convegno di pace”, ma quello che è certo è che sono stati invitati tutti i movimenti sociali, politici e religiosi.
Henrique Capriles, battuto da Maduro durante le elezioni presidenziali, come detto ha già annunciato che non prenderà parte al summit perché è stanco delle "menzogne" del presidente e della repressione della polizia contro i giovani. Capriles ricorda poi che già a dicembre il Governo aveva chiesto alle opposizioni un dialogo ma non si è mai dato seguito a tali parole.
L’erede di Chavez, dal canto suo, all’indomani di una nuova giornata di proteste e scontri ha detto che all’interno dell’incontro indetto mercoledì sarà possibile raggiungere importanti e significativi accordi.
Sulla "crisi" venezuelana è intervenuto mercoledì anche un profondo conoscitore dell’America Latina, papa Francesco. Il pontefice ha fatto appello ai politici ed al popolo, a maggioranza di fede cattolica, perché possa prevalere "il dialogo sincero ed il perdono reciproco".
Red.MM/ATS/sdr





