“Sono innocente” e “sono sempre il presidente del mio Paese”: così Nicolas Maduro, nella sua prima comparizione a New York davanti al tribunale chiamato a incriminarlo per narcotraffico e terrorismo, dopo la sua clamorosa cattura in Venezuela, sabato scorso, da parte delle forze statunitensi.
In queste stesse ore si sta svolgendo a New York una riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU incentrata sulla situazione in Venezuela dopo l’attacco sferrato dagli Stati Uniti e sfociato nella cattura del presidente: Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, si è detto “profondamente preoccupato” per il fatto che “le norme del diritto internazionale non siano state rispettate nell’azione militare” compiuta da Washington.
Intanto Delcy Rodriguez, designata presidente ad interim dopo la deposizione di Maduro, ha lanciato segnali di apertura agli Stati Uniti. “Consideriamo una priorità lo sviluppo di rapporti equilibrati e rispettosi con gli Stati Uniti”, rifiutando però ingerenze di Washington. La Casa Bianca aveva già fatto sapere di non riconoscere la legittimità di Rodriguez, la quale ha chiesto la liberazione di Maduro. Donald Trump, interpellato da giornalisti, ha detto tuttavia che la leader ad interim “sta collaborando” pur non avendo ricevuto nulla in cambio, ma ha anche ribadito che a Caracas “siamo noi al comando”.








