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Via le sanzioni alla mamma di Prigozhin

La giustizia europea si pronuncia su un primo caso, ma sono pendenti ricorsi anche di diversi oligarchi

  • 08.03.2023, 15:38
  • 20.11.2024, 11:48
Evgeni Prigozhin con Vladimir Putin

Evgeni Prigozhin con Vladimir Putin

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Di: ATS/pon 

Evgeni Prigozhin, 61enne uomo d'affari e capo del gruppo paramilitare Wagner impegnato in prima linea nella battaglia di Bakhmut, "è responsabile di azioni che hanno compromesso l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina". Ma non si può dire lo stesso di sua madre, l'83enne Violeta Prighozhina, il cui unico legame con lui risulta essere quello di parentela. A sancirlo è la giustizia europea, che mercoledì ha annullato le sanzioni che l'UE aveva adottato nei confronti della donna. Sanzioni giustificate con la proprietà della Concord Management and Consulting LCC e di altre società riconducibili al figlio. È risultato tuttavia che nel caso della prima la donna non ha più partecipazioni dal 2017 e che il Consiglio europeo non ha saputo provare che ne detenga altre.

Nulla giustifica quindi la sua iscrizione il 23 febbraio 2022 (la vigilia dell'invasione) in una lista nera che implica il congelamento dei suoi averi e il divieto di ingresso nel territorio dell'Unione, iscrizione che è di conseguenza annullata.

Si tratta del primo verdetto in questo ambito da parte del tribunale. Il 1° marzo aveva già sospeso una parte delle misure nei confronti di Nikita Mazepin, figlio di un oligarca, che lo scorso anno a causa del conflitto era stato licenziato dalla Haas, la scuderia di Formula 1 di cui era pilota e di cui il padre con la società Uralkali era sponsor principale. In attesa di una sentenza definitiva, Mazepin è nuovamente autorizzato a correre in Europa.

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Beni confiscati ai russi: la posizione elvetica

SEIDISERA 17.02.2023, 18:09

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Sono casi che almeno in apparenza possono sembrare marginali, ma sono solo i primi della lista in ordine di tempo. Dal 2014, anno dell'annessione della Crimea, 1'473 persone e 205 entità russe sono state colpite da sanzioni analoghe, che hanno portato al congelamento di averi per oltre 21 miliardi di euro. I pacchetti successivi decisi nel corso dell'ultimo anno, lo ricordiamo, sono stati sistematicamente ripresi anche dalla Svizzera. Nel contempo però, nel solo 2022 un centinaio di ricorsi è stato inoltrato alla Corte di giustizia che dovrà trattarli nel merito. Fra chi contesta il provvedimento ci sono anche nomi molto noti, come gli oligarchi Roman Abramovich (che fu di fatto costretto a vendere il club calcistico londinese del Chelsea), Mikhail Fridman e Piotr Aven.

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Kiev continua a difendere Bakhmut

Telegiornale 06.03.2023, 20:00

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