Dylann Storm Roof, il 21enne arrestato, dopo una caccia durata diverse ore e quasi 400 chilometri, poiché sospettato di avere assassinato nove afroamericani in una chiesa di Charleston, nella Carolina del Sud, ha confessato la strage: lo hanno resto noto due ufficiali di polizia, secondo quanto scrive la CNN. Sono nove i capi di accusa imputati, da omicidio aggravato a possesso di armi da fuoco e rischia la pena di morte.
Nel corso degli interrogatori Dylann Storm Roof, detenuto in una cella in totale isolamento al County Detention Center, ha detto agli inquirenti che voleva scatenare una guerra razziale.
Stando ad un suo amico, riferisce l’ABC, il killer progettava un clamoroso attacco da almeno sei mesi. «L'ho visto l'ultima volta la scorsa settimana», ha raccontato Dalton Tyler, che ha conosciuto l’autore della strage nella sua città Lexington ed è stato suo compagno di stanza per circa un anno. “Era tutto preso da questioni come la segregazione razziale e diceva che voleva iniziare una guerra civile” ha affermato.
Il 21enne, hanno spiegato gli inquirenti, avrebbe acquistato la calibro 45 con la quale ha ucciso due reverendi, un giovane e sei donne tutti afroamericani in un negozio di armi di Charleston poco dopo aver raggiunto la maggiore età. Cadrebbe così l'ipotesi, sostenuta da un altro poliziotto, che la pistola sarebbe stata una Glock regalatagli dal padre.
Diem/ATS
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