Natura e Animali

Perché migrano gli anfibi?

Ogni anno torna il grande esodo di questi animali: la loro presenza su strada richiede prudenza e protezione. Scopriamo con un’esperta cosa li spinge a muoversi in massa

  • Ieri, 08:04
  • Ieri, 08:15
I rospi possono muoversi in coppia
12:36

In soccorso degli anfibi

Prima Ora 27.03.2026, 18:00

  • Imago
Di: Red. giardino di Albert/Matteo Martelli  

Giacca catarifrangente, guanti, torcia, secchiello e un occhio capace di scorgere la vita animale nell’oscurità. È il kit indispensabile dei volontari che nel periodo tra febbraio e aprile si muovono a centinaia ai bordi delle strade della Svizzera italiana per aiutare rane, rospi e altri anfibi ad attraversare la carreggiata durante la migrazione.

Nicole Santi (sulla destra) e una volontaria salvano un rospo dalla strada

Nicole Santi (sulla destra) e una volontaria salvano un rospo dalla strada

  • RSI - Prima Ora

“I guanti non servono a proteggere noi, ma a proteggere loro” – ci spiega Nicole Santi, collaboratrice del KARCH, Centro di coordinamento per la conservazione degli anfibi e dei rettili in Svizzera, che raggiungiamo all’imbrunire sulla strada cantonale a Magadino.

“La loro pelle – aggiunge la biologa – è un organo delicato: basti pensare che gli anfibi non hanno bisogno di bere perché assorbono l’acqua attraverso di essa. Il rischio è che assorbano altre sostanze dannose presenti sulle nostre mani, come creme, profumi o nicotina”.

La pelle degli anfibi necessita di rimanere umida per mantenere le sue funzionalità, ed è per questo che l’esodo in massa di questi animali si manifesta nelle serate piovose, specie quando la temperatura supera i 5-6 °C, condizioni che portano all’attivazione del loro metabolismo.

Maneggiare gli anfibi richiede l'utilizzo di guanti da giardino

Maneggiare gli anfibi richiede l'utilizzo di guanti da giardino

  • Ti-Press/Pablo Gianinazzi

“Nell’immaginario comune si pensa che gli anfibi vivano tutto l’anno negli stagni. In realtà loro vanno nelle zone umide solamente per riprodursi. Trascorrono l’inverno in letargo, quindi nascosti nella terra, tra le foglie o in qualche anfratto. E appena l’inverno finisce, partono in queste migrazioni per raggiungere i siti di riproduzione, accoppiarsi e deporre le uova”, ci spiega la biologa Nicole Santi.

Meride: in uno stagno osserviamo uova di rana e di rospo - queste ultime in cordoni gelatinosi

Meride: in uno stagno osserviamo uova di rana e di rospo - queste ultime in cordoni gelatinosi

  • RSI - Prima Ora

Un istinto primordiale

Gli anfibi sono dotati di un sistema di navigazione interno che li spinge a muoversi in questo periodo dell’anno verso i luoghi riproduttivi. E questo accade anche se il loro cammino ostinato, che può coprire distanze fino a 3 chilometri, incrocia una strada trafficata.

“Gli anfibi dal punto di vista ecologico sono esseri viventi molto esigenti”, spiega Nicole Santi. “Necessitano di un ambiente acquatico dove riprodursi, un ambiente terrestre dove passare il resto dell’anno e un’adeguata interconnessione fra questi due habitat”.

Interconnessione che lungo una quarantina di tratte stradali della Svizzera italiana non è garantita: ed è a questo che servono i volontari che di sera si mobilitano per aiutare gli attraversamenti in diciassette siti differenti.

Specie minacciate

Nonostante gli sforzi intrapresi dagli anni ‘90 a oggi per tutelare gli anfibi in Svizzera (in Ticino, la prima tratta pattugliata si trova a Riva San Vitale), oggi 15 specie delle 19 presenti nel nostro Paese sono inserite nella Lista rossa delle specie minacciate.

Secondo studi recenti, le popolazioni di rospi comuni stanno diminuendo di anno in anno, mentre le rane rosse stanno complessivamente meglio, anche se il tasso di crescita delle popolazioni è anch’esso in calo. Fra le ragioni, ci sono anche la perdita di zone umide, l’inquinamento del suolo e la presenza di specie invasive.

E in Ticino? “A Sud delle Alpi abbiamo una grandissima diversità di anfibi, basti pensare che abbiamo una specie di rospo, cinque specie diverse di rana, una specie di raganella, e poi abbiamo la salamandra pezzata e tre specie di tritoni”, ci racconta Nicole Santi. Oggi però, circa la metà di queste specie sono minacciate.

L’accoppiamento dei rospi e la migrazione di coppia

Fra rane, raganelle, salamandre e tritoni, un approfondimento speciale lo merita in conclusione l’accoppiamento dei rospi. Nel periodo della riproduzione, può capitare di osservarne in movimento, in coppia, uno sopra l’altro.

La femmina, che è di dimensioni superiori, trasporta il maschio” – precisa l’esperta – “il maschio, dal canto suo, si aggrappa saldamente alla femmina. Lo fa grazie ai cuscinetti nuziali, che compaiono sulle prime tre dita delle zampe anteriori nel periodo della riproduzione e servono a mantenere la presa”.

La migrazione in coppia del rospo. La fecondazione è esterna: il maschio feconda le uova mentre vengono deposte

La migrazione in coppia del rospo. La fecondazione è esterna: il maschio feconda le uova mentre vengono deposte

  • Imago

Così facendo, il maschio si assicura la partner per la successiva riproduzione: le femmine di rospo sono in genere in numero inferiore e la concorrenza è alta.

Insomma, avvicinarsi al mondo degli anfibi può riservare molte sorprese. Ma non solo: aiutare a proteggerli significa tutelare un anello essenziale della catena alimentare, preservando la biodiversità e l’equilibrio di interi ecosistemi.

immagine
12:36

In soccorso degli anfibi

Prima Ora 27.03.2026, 18:00

audio_1x1-giardino_di_albert.png

La scienza e la natura ti affascinano?

Il Giardino di Albert soddisfa la tua voglia di capire

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare