Giacca catarifrangente, guanti, torcia, secchiello e un occhio capace di scorgere la vita animale nell’oscurità. È il kit indispensabile dei volontari che nel periodo tra febbraio e aprile si muovono a centinaia ai bordi delle strade della Svizzera italiana per aiutare rane, rospi e altri anfibi ad attraversare la carreggiata durante la migrazione.

Nicole Santi (sulla destra) e una volontaria salvano un rospo dalla strada
“I guanti non servono a proteggere noi, ma a proteggere loro” – ci spiega Nicole Santi, collaboratrice del KARCH, Centro di coordinamento per la conservazione degli anfibi e dei rettili in Svizzera, che raggiungiamo all’imbrunire sulla strada cantonale a Magadino.
“La loro pelle – aggiunge la biologa – è un organo delicato: basti pensare che gli anfibi non hanno bisogno di bere perché assorbono l’acqua attraverso di essa. Il rischio è che assorbano altre sostanze dannose presenti sulle nostre mani, come creme, profumi o nicotina”.
La pelle degli anfibi necessita di rimanere umida per mantenere le sue funzionalità, ed è per questo che l’esodo in massa di questi animali si manifesta nelle serate piovose, specie quando la temperatura supera i 5-6 °C, condizioni che portano all’attivazione del loro metabolismo.

Maneggiare gli anfibi richiede l'utilizzo di guanti da giardino
“Nell’immaginario comune si pensa che gli anfibi vivano tutto l’anno negli stagni. In realtà loro vanno nelle zone umide solamente per riprodursi. Trascorrono l’inverno in letargo, quindi nascosti nella terra, tra le foglie o in qualche anfratto. E appena l’inverno finisce, partono in queste migrazioni per raggiungere i siti di riproduzione, accoppiarsi e deporre le uova”, ci spiega la biologa Nicole Santi.

Meride: in uno stagno osserviamo uova di rana e di rospo - queste ultime in cordoni gelatinosi
Un istinto primordiale
Gli anfibi sono dotati di un sistema di navigazione interno che li spinge a muoversi in questo periodo dell’anno verso i luoghi riproduttivi. E questo accade anche se il loro cammino ostinato, che può coprire distanze fino a 3 chilometri, incrocia una strada trafficata.
“Gli anfibi dal punto di vista ecologico sono esseri viventi molto esigenti”, spiega Nicole Santi. “Necessitano di un ambiente acquatico dove riprodursi, un ambiente terrestre dove passare il resto dell’anno e un’adeguata interconnessione fra questi due habitat”.
Interconnessione che lungo una quarantina di tratte stradali della Svizzera italiana non è garantita: ed è a questo che servono i volontari che di sera si mobilitano per aiutare gli attraversamenti in diciassette siti differenti.
Specie minacciate
Nonostante gli sforzi intrapresi dagli anni ‘90 a oggi per tutelare gli anfibi in Svizzera (in Ticino, la prima tratta pattugliata si trova a Riva San Vitale), oggi 15 specie delle 19 presenti nel nostro Paese sono inserite nella Lista rossa delle specie minacciate.
Secondo studi recenti, le popolazioni di rospi comuni stanno diminuendo di anno in anno, mentre le rane rosse stanno complessivamente meglio, anche se il tasso di crescita delle popolazioni è anch’esso in calo. Fra le ragioni, ci sono anche la perdita di zone umide, l’inquinamento del suolo e la presenza di specie invasive.
E in Ticino? “A Sud delle Alpi abbiamo una grandissima diversità di anfibi, basti pensare che abbiamo una specie di rospo, cinque specie diverse di rana, una specie di raganella, e poi abbiamo la salamandra pezzata e tre specie di tritoni”, ci racconta Nicole Santi. Oggi però, circa la metà di queste specie sono minacciate.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/natura-e-animali/L%E2%80%99axolotl-un-anfibio-dai-poteri-straordinari--2637912.html
L’accoppiamento dei rospi e la migrazione di coppia
Fra rane, raganelle, salamandre e tritoni, un approfondimento speciale lo merita in conclusione l’accoppiamento dei rospi. Nel periodo della riproduzione, può capitare di osservarne in movimento, in coppia, uno sopra l’altro.
“La femmina, che è di dimensioni superiori, trasporta il maschio” – precisa l’esperta – “il maschio, dal canto suo, si aggrappa saldamente alla femmina. Lo fa grazie ai cuscinetti nuziali, che compaiono sulle prime tre dita delle zampe anteriori nel periodo della riproduzione e servono a mantenere la presa”.

La migrazione in coppia del rospo. La fecondazione è esterna: il maschio feconda le uova mentre vengono deposte
Così facendo, il maschio si assicura la partner per la successiva riproduzione: le femmine di rospo sono in genere in numero inferiore e la concorrenza è alta.
Insomma, avvicinarsi al mondo degli anfibi può riservare molte sorprese. Ma non solo: aiutare a proteggerli significa tutelare un anello essenziale della catena alimentare, preservando la biodiversità e l’equilibrio di interi ecosistemi.

In soccorso degli anfibi
Prima Ora 27.03.2026, 18:00








