Con l’avvicinarsi della stagione della riproduzione delle rane e dei rospi, verso fine febbraio, su alcuni tratti delle strade ticinesi sono apparse delle barriere di protezione. Questi anfibi, compiono infatti brevi spostamenti in massa, soprattutto nelle ore serali e notturne, rischiando di essere investiti dai veicoli.
Barbengo è una delle aree sensibili, perciò i biologi Nicole Santi e Ivan Candolfi stanno posando delle barriere lungo la strada. In quell’area ogni anno centinaia di anfibi, soprattutto rospi, attraversano la carreggiata per raggiungere il riale che funge da corridoio di migrazione.
Lo scorso anno 7’000 anfibi hanno raggiunto con successo i corsi d’acqua, mentre 900 hanno perso la vita sulle strade ticinesi. Questo dato impone maggiore attenzione da parte degli automobilisti e, anche se il Centro di coordinamento per la protezione degli anfibi e dei rettili in Svizzera (KARCH) si è speso molto per la causa, sensibilizzare è fondamentale.
Differenti tecniche di supporto
A Barbengo le barriere sono fisse e in legno ed è stato creato un sottopassaggio per i rospi. “C’è il buco e i rospi o gli anfibi riescono a passare sotto la strada”, dichiara al Quotidiano Nicole Santi, “e qui addirittura è un sottopasso che attraversa due strade separate”.
In questo contesto il WWF Ticino coordina le operazioni e da oltre 30 anni recluta volontari, di cui ha sempre bisogno.








