I batteri possono produrre elettricità e si potrebbero sviluppare una tecnologia in grado di sfruttare questo fenomeno. È quanto presentato mercoledì da alcuni ricercatori dell'Alta scuola specializzata della Svizzera occidentale, guidati dal professor Fabian Fisher, che hanno rispolverato una scoperta del 1910 di uno scienziato britannico.
L'impianto di depurazione di Sion è stato trasformato in un laboratorio per testare una cella a combustibile microbico. Le acque reflue arrivano da un lato della batteria, che ricorda quella di un’auto, i microrganismi si attaccano agli elettrodi di schiuma di carbonio per eseguire il loro lavoro di purificazione dell'acqua e in tal modo rilasciano elettroni catturati per produrre corrente elettrica.
Al momento è possibile caricare uno smartphone, ma si stima che si potrebbe arrivare a fornire energia a circa 250 famiglie. Il trattamento delle acque reflue nei paesi industrializzati consuma tra l’1 e il 2% di tutta l’elettricità prodotta e con l’applicazione di questa innovazione si potrebbe risparmiare e produrre energia.




