Ötzi, l’uomo del ghiaccio, rappresenta un ecosistema dinamico di microbi, alcuni dei quali sono rimasti vitali per millenni.
Il corpo di Ötzi
L’analisi approfondita del DNA microbico presente all’interno e all’esterno del corpo mummificato ha rivelato delle specie di funghi resistenti al freddo, che probabilmente hanno colonizzato il cadavere e che poi vi si sono congelate. E questi funghi - rimasti per millenni in uno stato di quiescenza, ma ancora vivi - potrebbero riattivarsi anche dopo migliaia di anni.
La regione dov'è stato ritrovato Ötzi
Gli autori dello studio - pubblicato sulla rivista Microbiome - suggeriscono che alcuni microbi non sono semplici reliquie dormienti, ma potrebbero moltiplicarsi lentamente in microsacche di umidità nelle mummie. E questa crescita indica che la longevità e l’attività microbica nei resti antichi potrebbero essere maggiori del previsto, un aspetto cruciale per la conservazione e la manipolazione dei reperti.
L’alimentazione di Ötzi
La pulce in cucina 06.04.2024, 12:05
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Queste nuove scoperte aprono la strada a future intuizioni su Ötzi e altri reperti antichi.





