L’allenatore – il coach – è una figura centrale per qualsiasi sportivo, che pratichi una disciplina a livelli agonistici. È la persona di riferimento, un confidente, un motivatore, un sostenitore, ma soprattutto colui che allestisce i programmi di training e stabilisce tecniche e tattiche, affinché l’atleta (o una squadra) raggiunga i propri obiettivi. Difficile sostituire una figura così complessa con un computer o un robot. Per il momento, in effetti, nessuno si sogna un simile rimpiazzo, ma è altrettanto vero che scienza e tecnologia oggi stanno sfoderando strumenti in grado di almeno ridelineare funzioni e mansioni degli allenatori. Se la componente umana non è per ora rimessa in discussione, resta il fatto che un computer riesce a vedere o calcolare determinate azioni meglio di qualunque persona in carne ed ossa. La parola magica dei nuovi strumenti tecnologici è: “algoritmo”! Un procedimento alla base di tutti i dispositivi che si appoggiano sull’intelligenza artificiale e sul deep learning o “apprendimento approfondito”. Modelli di apprendimento, cioè, che permettono alle macchine di predire – nel caso dello sport – una determinata prestazione, sulla base dei dati che hanno raccolto in precedenza. Il computer – in un certo senso – “impara a capire” l’atleta e gli può fornire un supporto sotto forma di proiezioni sui propri miglioramenti o di consigli su come dosare gli sforzi fisici. Il Giardino di Albert è andato alla scoperta di uno straordinario simulatore di canottaggio al Politecnico di Zurigo, ma si è anche chinato sulla sensoristica di nuova generazione, che grazie a applicazioni gestite su tablet o smartphone, permette allo sportivo della domenica di disporre di un coach assai competente, con una spesa molto contenuta. Un viaggio curioso e intrigante nello sport del futuro – ma che in parte è già musica del presente.
Cyber coach
di Cesare Bernasconi
Cyber coach
RSI Servizi 10.09.2018, 09:21




