Quasi interamente ostruita da 18 metri di fango e detriti, la presa d’acqua della diga del Luzzone - che alimenta le turbine a valle - doveva essere liberata. Nel 2016 una ditta specializzata nei dragaggi marittimi e fluviali ha allestito un cantiere alpino unico nel suo genere, a quota 1600 metri. Grazie a una piattaforma galleggiante e a una gigantesca gru guidata tramite GPS, gli specialisti hanno potuto dragare il fango a 200 metri di profondità e liberare cosi – in circa un anno e mezzo – l’impianto di captazione. Il Giardino di Albert ha documentato tutte le fasi dei lavori: dalla preparazione del cantiere, fino alla sua smobilitazione.
DIGA 33!
di Cesare Bernasconi (23.04.2018)
Diga 33!
RSI Info 23.04.2018, 08:38




