Entri nel museo e ti accoglie Salvador Dalì. Parla e interagisce, si muove proprio come lui. Ma è dietro uno schermo, ricostruito grazie all'intelligenza artificiale. Legge il giornale, fa commenti sul meteo e spiega il suo punto di vista sull'arte: "È un piacere essere di nuovo qui", dice. Poi, a sorpresa... scatta un selfie. E invia la foto sullo smartphone (ovviamente). L'iniziativa è stata appena presentata al Dalí Museum di St. Petersburg, in Florida.
Gli esperti della Goodby Silverstein & Partners hanno analizzato tramite un algoritmo migliaia di fotogrammi dei filmati originali del pittore surrealista spagnolo, morto nel 1989, ricreandone le espressioni facciali. Un attore con un timbro vocale simile ne ha imitato l’accento registrando 45 minuti di scene diverse, che si combinano in migliaia di modi, affinché l'esperienza non sia mai uguale tra un visitatore e l'altro.
"Il pubblico ha la possibilità di avvicinarsi alla sua vita e al suo lavoro con più empatia, entrando nello spirito dell'artista in un modo completamente rivoluzionario", si legge sul sito dedicato all'esposizione.




