Scienziati del Centro Wyss per la bio- e neuroingegneria di Ginevra sono riusciti per la prima volta, grazie a un'interfaccia fra cervello e computer, a comunicare con quattro pazienti affetti dalla malattia di Charcot o sclerosi laterale amiotrofica, che li ha completamente paralizzati. Incapaci di muovere anche il più piccolo muscolo, e in grado di respirare solo grazie a una macchina, ciononostante si dicono "felici".
I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla rivista PLOS Biology. I ricercatori hanno potuto conoscere le risposte dei loro pazienti, esatte nel 70% dei casi, misurando con metodi non invasivi i livelli di ossigeno e l'attività elettrica nel cervello. Le domande poste andavano da "Il nome di suo marito è Joachim?" e "Berlino è la capitale della Francia?" a temi emotivamente più sensibili, come "Sua figlia deve sposare il suo ragazzo" (l'interessato a nove riprese si è detto contrario) e, per l'appunto, la felicità o meno malgrado la propria condizione.
pon/ATS




