Il "pasto" di un buco nero che riduce a brandelli una stella con una massa di sei milioni di volte il nostro Sole è stato documentato per la prima volta grazie alla collaborazione tra la NASA e l'ESA, con i loro "cacciatori di satelliti" e telescopi robotici Swift, TESS, XMM-Newton e ASAS-SN.
L'evento che si verifica ogni 10'000 oppure ogni 100'00 anni, è stato rilevato nella nostra galassia a una distanza di 375 milioni di anni luce dalla Terra.
Quindi, osservano gli scienziati che hanno lavorato all'osservazione del fenomeno, siamo stati molto fortunati a poter osservare in tempo reale la fine di quella stella durante uno dei momenti più luminosi che si verificano nel cosmo.
Un buco nero può assorbire ogni cosa che gli capiti a tiro in un sol colpo oppure "divorarla" lentamente attraendola a sé fino a trasformarla in un enorme spaghetto cosmico.




