La scoperta è senz'altro straordinaria: la presenza di neuroni è stata individuata nel cervello vetrificato di una vittima della violenta eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Il catastrofico evento che portò alla distruzione di Pompei, Ercolano e di un'estesa area fino a 20 km di distanza dal vulcano.
La scoperta è integrata in una ricerca condotta in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano dai ricercatori di varie università italiane.
“Il rinvenimento di tessuto cerebrale in resti umani antichi è un evento insolito – ha spiegato l’antropologo forense Pier Paolo Petrone - ma ciò che è estremamente raro è la preservazione integrale di strutture neuronali di un sistema nervoso centrale di 2000 anni fa, nel nostro caso ad una risoluzione senza precedenti”.
“I risultati del nostro studio mostrano che il processo di vetrificazione indotto dall'eruzione, unico nel suo genere, ha congelato le strutture cellulari del sistema nervoso centrale di questa vittima, preservandole intatte fino ad oggi”, ha aggiunto Petrone.
ANSA/ARi/Bleff




