Sembrano uscite da un film di fantascienza, le tute spaziali che si auto-modellano e sottili come una seconda pelle che si stanno progettando al Massachusetts Institute of Technology (MIT).
Se oggi gli astronauti sono costretti a indossare ingombranti e scomode tute pressurizzate, in futuro potrebbero affrontare lo spazio avvolti in abiti leggerissimi, elasticizzati e aderenti, modellati da minuscole pieghe leggermente in rilievo. Ciascuna piega è realizzata in un materiale che può essere deformato e in seguito riprendere la forma originaria.
Entrare in una tuta di questo tipo sarà molto più semplice: basterà collegarla ad una fonte di alimentazione elettrica per azionare le pieghe facendole contrarre in modo che la tuta, pressurizzata a tutti gli effetti come quelle odierne, aderisca perfettamente al corpo. Toglierla è altrettanto semplice: basta applicare un piccola forza perché la tuta perda la sua aderenza.
Red.MM/ATS/Swing




