Scienza e Tecnologia

Non è la spada Excalibur

Ricercatrice svizzera decifra la scritta misteriosa sull'arma trovata nel 1825: "Un appello a Dio"

  • 11.08.2015, 19:09
  • 01.06.2023, 19:48

Sarebbe stato risolto l'enigma della scritta misteriosa incisa sulla spada in mostra alla British Library. Una docente dell’Università di Zurigo, infatti, ritiene che si tratti di un'invocazione a Dio, ripetuta, secondo l'uso tradizionale delle incisioni sulle spade dell'epoca.

Secondo Carla Rossi all'inizio e alla fine della scritta (compresa tra due croci dette "cross potent") vi sarebbe la richiesta di protezione nei confronti del proprietario dell'arma: un condottiero gallese, che aveva partecipato alla battaglia di Lincoln nel 1142.

La British Library, i cui esperti non sono riusciti a decrittare l'incisione, aveva deciso, a inizio agosto, di chiedere aiuto al WEB. Un appello accolto dalla studiosa svizzera, la cui spiegazione viene ritenuta “la più attendibile fino ad oggi". L’arma è stata ritrovata sul fondo del fiume Witham in Inghilterra nel 1825. Accuratamente rifinita, era un'arma in grado, con la sua lama affilatissima, di mozzare la testa e gli arti dei nemici in battaglia.

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L'intervista

Una storia affascinante, che abbiamo voluto approfondire intervistando direttamente la ricercatrice svizzera. A Carla Rossi abbiamo chiesto il perché abbia deciso di accettare questa sfida.

"Perché, in qualche modo, questo è il mio mestiere: sono medievista e i testi letterari con cui sono confrontata sono spesso da decrittare, non solo perché contengono acrostici, anagrammi e giochi di parole vari, ma perché, a distanza di secoli, sono mutati i punti di riferimento, storici e sociologici, di chi li legge. Più persone mi hanno segnalato il cosiddetto 'enigma della spada', quasi aspettandosi da me una proposta interpretativa, giacché lavoro da molti anni a stretto contatto con la British Library, avendo indagato attorno all’unico furto di un manoscritto medievale, avvenuto nel 1879 ai danni della nota biblioteca inglese. Io ho tentato di formulare una proposta che, dal punto di vista storico, fosse coerente, in base allo studio delle iscrizioni su altre spade coeve. C’è da dire che le iscrizioni antiche, come le epigrafi, spesso sono 'enigmatiche' o addirittura 'esoteriche' solo per noi, perché a distanza di secoli, ci manca, appunto come per i testi letterari, la corretta 'chiave' di lettura per accedervi. Le iscrizioni sulle armi, ovviamente, servivano a invocare protezione divina durante la battaglia e rispondono a schemi ben precisi."

Quali sono state le maggiori difficoltà che ha riscontrato in questo lavoro?

"Bisogna ricordare che tutte le spade, nessuna esclusa, dell’alto e basso Medioevo, che presentano iscrizioni sono simili a quella oggi in mostra alla British Library. Si tratta di uno standard che risponde a determinate regole. Il problema è che ancora non si è sviluppata una vera e propria scienza, come è avvenuto, invece, per le epigrafi, attorno all’interpretazione di queste iscrizioni, che possono essere catalogate secondo almeno tredici tipi differenti. Io, da quando mi è stato chiesto di entrare nel merito, ho avuto la fortuna di poter lavorare nella quiete più assoluta, potendo consultare alcuni testi di riferimento importanti (uno in particolare, edito nel 1904 dal nostro connazionale Rudolph Wegeli, nella 'Zeitschrift für historische Waffen- und Kostümkunde' è ancora valido), dunque non ho riscontrato difficoltà diverse da quelle che incontro spesso durante le mie ricerche e i miei studi interpretativi."

Quanto è importante questo ritrovamento e perché?

"La spada è stata ritrovata nel Witham nel 1825 e, da allora, è conservata presso il British Museum che l’ha da poco data in prestito alla consorella British Library per una breve esposizione, che terminerà il primo di settembre. Il pubblico della mostra ha manifestato la propria curiosità in merito all’iscrizione sulla spada e nessuna delle guide della British Library è stata in grado di dare spiegazioni sul significato di quella scritta, dal momento che mai nessun esperto, pur avendola studiata da quando è emersa dalle acque del fiume del Lincolnshire, ne ha mai decrittato il messaggio. Il clamore è stato suscitato dalla richiesta inattesa degli esperti della British Library agli utenti del web (docenti, studenti o semplici appassionati) di tentare di chiarire il presunto arcano. Il ritrovamento ha rilevanza quale fonte storica e l’iscrizione testimonia il diffuso grado di alfabetizzazione della classe nobile, cavalleresca, dell’epoca, ossia durante il contrastato regno di re Stefano (che resse l’Inghilterra, con alterna fortuna, dal 1135 al 1154)."

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