Alcuni scienziati del Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA) hanno sviluppato una cellula fotoelettrochimica che imita l’occhio delle falene e aumenta “considerevolmente” il tasso di trasformazione dei raggi solari in energia elettrica.
Essa è composta di ossido di ferro – ruggine – e ossido di tungsteno. Il primo – sotto forma di film ultrafine - è in grado di assorbire la lunghezza d’onda alla quale il sole emette il massimo di luce. Il secondo forma una microstruttura speciale che aiuta a “catturare” questa luce in maniera più efficace.
Il nuovo materiale sviluppato dall’EMPA si ispira all’occhio delle farfalle notturne, la cui struttura è fatta in modo da assorbire il massimo della luce, riflettendone il meno possibile, in modo da essere difficilmente individuabile dai suoi predatori.
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