Sarà possibile scoprire i “bug” nei software informatici prima ancora che l'errore di programmazione che lo ha creato sia stato commesso dagli sviluppatori. Lo dice uno studio presentato alla conferenza internazionale di ingegneria informatica.
I programmatori che hanno partecipato all’esperimento sono stati dotati di sensori rivelatori dello stress, che hanno permesso di individuare i punti in cui riscontravano le maggiori difficoltà e che erano conseguentemente più soggetti alla possibilità di errore.
Due degli autori della ricerca, Thomas Fritz dell’università di Zurigo e Andrew Begel del centro ricerche Microsoft di Redmond, hanno spiegato che questo sistema potrà servire a trovare in tempo reale gli errori commessi in fase di sviluppo, permettendone un revisionamento tempestivo.
c.l.





