Scienza e Tecnologia

Tarantole come antidolorifico

Una tossina presente nel loro veleno è in grado di bloccare i segnali di dolore trasmessi al cervello

  • 29.02.2016, 15:08
  • 4 maggio, 15:11
Una speranza per milioni di malati cronici

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Un antidolorifico di nuova generazione potrebbe essere fabbricato grazie alle tarantole. Le tossine del veleno di una varietà peruviana di questo aracnide – la Thrixopelma pruriensis – sono infatti in grado di indirizzare efficacemente i recettori neurali al fine di ridurre la sensazione di dolore.

La scoperta è stata fatta da un gruppo di scienziati dell’Università del Queensland in Australia che hanno osservato che, per catturare la propria preda, questo ragno inietta un cocktail letale che passa attraverso i cosiddetti “canali ionici del sodio” disseminati lungo la membrana esterna delle cellule nervose. Quando questi vengono raggiunti dal veleno, le cellule non trasmettono più segnali ai muscoli. La preda è così immobilizzata e non può fuggire.

Alcuni di questi canali sono però responsabili unicamente della trasmissione della sensazione dolorosa al cervello. Gli scienziati vogliono ora isolare la componente della tossina che agisce unicamente su di essi per usarla nella fabbricazione di un analgesico.

ansa/mrj

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