Il bilancio della Confederazione va alleggerito esclusivamente attraverso il contenimento delle uscite, non con nuovi dazi o aumenti d’imposta. È su questa linea che mercoledì il Consiglio nazionale ha approvato, con 126 voti contro 64 e 4 astensioni, il relativo pacchetto di sgravi per il triennio 2027-2029. Una decisione giunta al termine di una discussione durata dodici ore.
La maggioranza borghese, composta da UDC, PLR e Centro, si è quasi sempre imposta durante i dibattiti. Contrariamente alle proposte della Commissione delle finanze, la Camera del popolo ha in gran parte risparmiato l’agricoltura dai tagli di spesa.

Piano di risparmio, mobilitazioni in Svizzera per ricerca e formazione
SEIDISERA 04.03.2026, 18:00
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In generale, il Nazionale si è mostrato più generoso rispetto agli Stati. La consigliera federale Karin Keller-Sutter, responsabile del Dipartimento federale delle finanze, ha messo in guardia i deputati dal ridurre ulteriormente il pacchetto di risparmi, sottolineando che con i tagli già decisi dal Consiglio degli Stati - che avevano ridotto di circa un terzo l’insieme delle misure - il preventivo 2027 non sarebbe più in pareggio, generando un deficit strutturale stimato intorno ai 400 milioni.
Oggi il Consiglio nazionale ha però sostanzialmente seguito le decisioni degli Stati, pur lasciando alcuni dettagli ancora da definire: il bilancio finale della Camera del popolo non è ancora chiaro, ma il volume complessivo dei risparmi dovrebbe risultare leggermente inferiore rispetto a quanto previsto.
Bocciate le nuove entrare
Il Nazionale ha respinto la proposta del Consiglio federale di introdurre nuovi dazi d’importazione nel settore agroalimentare per un importo di 131 milioni di franchi. E ha detto “no” anche al proposto aumento delle imposte sui prelievi in capitale del secondo e del terzo pilastro. Bocciata infine anche l’introduzione di nuove imposte su tabacco e alcol, come pure di una garanzia statale di liquidità (Public Liquidity Backstop) per le banche di rilevanza sistemica.
Per quanto riguarda le uscite, il plenum ha rispedito al mittente il taglio di 19 milioni all’anno - su 38 milioni - destinato ai programi esteri della SSR. Una decisione, questa, che dovrebbe in particolare consentire a Swissinfo di continuare a diffondere i propri contributi in dieci lingue invece di quattro (le lingue nazionali più l’inglese).
Anche il taglio dei finanziamenti agli otto aeroporti regionali in Svizzera - fra i quali Lugano-Agno - è stato fucilato dal Consiglio nazionale. I loro rappresentanti avevano avvertito del rischio di fallimento se il contributo federale fosse stato ridotto.
“No” ai tagli nella formazione
Contrariamente a quanto deciso dalla Camera dei cantoni, il Nazionale non ha voluto rinunciare ai sussidi per la formazione nell’ambito dell’aiuto alle vittime di reati. Sottolineando come la somma sia trascurabile per il bilancio della Confederazione - 300’000 su 90 miliardi - Tamara Funiciello (PS/BE) ha ricordato le proteste popolari dello scorso dicembre quando il Parlamento esaminando il preventivo aveva tentato di tagliare i fondi per le campagne di prevenzione contro la violenza domestica.
Il plenum si è inoltre opposto a diversi tagli nei settori della formazione e della ricerca. Le tasse degli studenti dei Politecnici federali dovrebbero essere più elevate rispetto a quelle attuali, ma inferiori a quelle previste dal Consiglio federale per il 2027. Il Parlamento ha ridotto i minori finanziamenti in questo settore di circa 67 milioni.
La questione torna agli Stati
Nel corso delle prossime due settimane, le Camere si occuperanno delle divergenze rimaste. Divergenze che a livello parlamentare dovranno essere appianate entro il 20 marzo, in modo che prima dell’entrata in vigore a inizio 2027 resti il tempo per un’eventuale votazione popolare. I Verdi hanno già annunciato un referendum.
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SEIDISERA 03.03.2026, 18:00
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