Tra il 1992 e il 1995 durante l’assedio di Sarajevo centinaia di cittadini stranieri – pagando somme elevate – venivano accompagnati sulle colline dalle forze serbo-bosniache e sparavano sui civili.
Sui safari umani, lo scorso novembre, la procura di Milano ha formalmente aperto un’inchiesta contro alcune persone sulla base di un esposto dello scrittore Ezio Gavazzeni, che ha scritto un libro e raccolto testimonianze. Cosi spiegava la situazione ai microfoni della RSI tempo fa: “Non dobbiamo pensare a qualche decina di psicopatici. Dobbiamo pensare a un numero considerevole. Tanti. Che pagavano per passare un weekend a sparare ai civili. Tra il 1992 ed il 1996 possiamo dire che non è stato mancato neanche un fine settimana”.

Safari umano a Sarajevo
Laser 14.04.2026, 09:00
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Dopo quella milanese, anche la procura austriaca in questi giorni ha aperto un’inchiesta penale nel confronto di due persone. Secondo Gavazzeni, tra i cecchini del weekend e i turisti della guerra, oltre a molti italiani, ci sarebbero anche degli svizzeri. E intanto - secondo informazioni della RSI - in un cantone svizzero è stata inoltrata denuncia penale. I reati - crimini di guerra e contro l’umanità - sarebbero però di competenza federale. Il ministero pubblico della Confederazione ha spiegato alla RSI che ad oggi non ha ancora aperto inchieste e procedimenti penali a riguardo.

Aprile 1993: le persone a Sarajevo fuggono dai proiettili esplosi dai cecchini
La procura federale è comunque in contatto con gli inquirenti italiani, come spiegato recentemente dal Consiglio federale in risposta a un’interpellanza del consigliere nazionale ticinese Simone Gianini, specificando che già in passato c’erano sospetti sui cecchini del weekend svizzeri, ma non erano stati scoperti casi concreti.






