Svizzera

“Un fronte comune contro l’incertezza globale”

Per i ministri dell’economia di Svizzera, Germania, Austria e Liechtenstein, che si sono incontrati a Zurigo, dev’essere un obbiettivo attuale del continente

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Ministri dell'economia riuniti a Zurigo

Telegiornale 27.02.2026, 20:00

Di: Telegiornale - Saul Toppi / Spa 

Le economie europee devono fare fronte comune per affrontare l’incertezza globale. Lo hanno sottolineato i ministri dell’economia di Svizzera, Germania, Austria e Liechtenstein che venerdì si sono incontrati a Zurigo, nell’ambito di un incontro quadrilaterale che si tiene ogni anno.

La situazione confusa dei dazi americani, ma anche le discussioni in corso nell’UE sul cosiddetto piano “Made in Europe”, per privilegiare cioè i prodotti europei, sono stati al centro delle discussioni tra i quattro ministri.

“Deve valere non tanto il made in Europe, - ha detto alla RSI Katherina Reiche, ministra dell’economia tedesca - ma soprattutto il made with Europe, con l’Europa, stringere partenariati, allargare i mercati e includere nel nostro spazio di interconnessione i nostri vicini più prossimi”.

La rassicurazione va alla Svizzera, che teme di essere sfavorita da eventuali misure protezionistiche dell’UE. Simile il sostegno di Vienna. “Lavoriamo assieme - afferma Wolfgang Hattmannsdorfer, ministro dell’economia austriaco - non importa se ci unisce l’UE, lo Spazio economico europeo o l’Associazione europea di libero scambio, perché ci vediamo come un’unica e forte economia. È la risposta giusta in questi tempi di confusione”.

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha invece sottolineato l’importanza che la Svizzera non venga esclusa e che non subisca effetti negativi dallo Europe First. “La Svizzera è molto integrata in Europa nelle catene di fornitura – ha dichiarato - Spesso forniamo componenti fondamentali per l’Europa. Si deve tenere conto di ciò e spero che le discussioni nell’UE vadano nella giusta direzione”.

La Svizzera sta lavorando per sensibilizzare l’UE su questo aspetto, afferma Parmelin, che a Zurigo ha ottenuto almeno il sostegno di Germania e Austria.

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