Svizzera

Controllano tutto, ma sui costi della politica hanno le mani legate

Il Controllo federale delle finanze evidenzia, presentando il suo rapporto 2025, alcuni aspetti problematici, in particolare la vigilanza, fortemente limitata, sul finanziamento della politica

  • 2 ore fa
Il rapporto 2025 presentato giovedì a Berna

Il rapporto 2025 presentato giovedì a Berna

  • Keystone
Di: ATS/Spi 

L’Amministrazione federale non stima con sufficiente anticipo i costi d’esercizio nel settore informatico: ciò significa che tali oneri potrebbero gravare sulle generazioni future.

È quanto dichiarato dal Controllo federale delle finanze (CDF) nel suo rapporto d’attività per il 2025, secondo cui anche altri ambiti sono problematici dal punto di vista delle spese.

Sono stati rilevati infatti aggravi supplementari nell’ambito dei lavori di costruzione eseguiti presso gli aerodromi militari, dove saranno stazionati gli aerei da combattimento del tipo F-35A.

Secondo il direttore del CDF Pascal Stirnimann, alla luce di quanto constatato nel corso delle numerose ispezioni, un centinaio, abbiamo il dovere nei confronti delle generazioni future di garantire che l’Amministrazione federale non trasferisca su di esse alcun onere.

Miliardi per risanare i siti contaminati

Due verifiche concernenti i siti contaminati, secondo Stirnimann, dimostrano che possono prodursi non solo conseguenze finanziarie, ma anche ambientali: per l’ex deposito di munizioni di Mitholz, dove nel 1947 si sono verificate diverse esplosioni, si prevedono fino al 2045 costi di sgombero pari a 2,59 miliardi di franchi.

Anche per il risanamento della vecchia discarica di Gamsenried nel Cantone del Vallese, in cui per decenni sono stati depositati rifiuti chimici, resta ancora molta strada da fare. Occorre infatti attuare numerose misure per contenere al minimo l’onere finanziario a carico della Confederazione, ha spiegato.

Costi della politica, credibilità a rischio

Nel documento, pubblicato giovedì, non manca nemmeno una critica ai compiti affidati al CDF - organo che deve già vigilare sul lavoro di oltre 150’000 persone, con una spesa superiore a 100 miliardi di franchi - , in particolare per quanto attiene alla trasparenza nel finanziamento della politica, settore di cui si deve occupare dal 2022.

Ebbene, stando a uno studio dell’Università di Berna, tale incombenza potrebbe compromettere l’indipendenza del CDF e quindi il pilastro centrale del suo operato. Il motivo? La forte politicizzazione di questo tema che rischia di inficiare la reputazione e la credibilità del CDF. Quest’ultimo ricorda che il mandato dell’organo superiore di vigilanza finanziaria consiste nel controllare le uscite dell’Amministrazione federale, non i fondi privati degli attori politici.

La dismissione di questi compiti viene auspicata

Il CDF è tenuto a pubblicare le indicazioni dei partiti, anche se sono errate. Non ha infatti il diritto di apportare correzioni o segnalare inesattezze. Ciò compromette la sua credibilità agli occhi dell’opinione pubblica. Il CDF potrebbe inoltre subire pressioni politiche e perdere così la propria autonomia.

Questo compito è poi anche contrario alle norme internazionali. Ciò potrebbe indebolire la reputazione del CDF e compromettere la collaborazione con gli organi di altri Paesi. La conclusione? A lungo termine, auspica Stirnimann, i compiti di esecuzione inerenti alla trasparenza nel finanziamento della politica non dovranno più essere assegnati al CDF.

Notiziario delle 17.00 del 21.05.2026

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