L’ex granconsigliere argoviese Patrick Frei (UDC) rischia la detenzione a vita per aver abusato sessualmente di più donne, tra cui una minorenne, mentre si trovavano sotto l’effetto di droghe dello stupro. È quanto chiede il Ministero pubblico cantonale.
Quest’ultimo in un comunicato odierno elenca i capi d’accusa contro il 57enne, attualmente posto in detenzione preventiva e per il quale vale la presunzione di innocenza. Tra questi: ripetuto tentato assassinio, violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, lesione personale e violazione della sfera segreta o privata mediante apparecchi di presa d’immagini.
La procura ha inoltre confermato a Keystone-ATS che l’imputato è l’ex politico argoviese, confermando così un’anticipazione del quotidiano Tages Anzeiger.
Secondo l’accusa, per un “lungo periodo” il 57enne avrebbe somministrato di nascosto alle tre vittime la droga dello stupro (note anche come gocce KO), rendendole incapaci di opporre resistenza. La procura ritiene che le sostanze abbiano più volte messo in pericolo la loro vita per asfissia, giustificando così anche l’accusa di tentato assassinio.
Gli inquirenti sostengono inoltre che l’uomo abbia filmato gli abusi. Foto e video sequestrati durante le indagini costituiscono una parte centrale delle prove raccolte e motivo per il quale l’inchiesta era stata ampliata e la detenzione preventiva prorogata. Il Ministero pubblico di Baden (AG) chiede una pena detentiva a vita e un trattamento terapeutico ambulatoriale durante l’esecuzione della pena. Il processo si terrà davanti al Tribunale distrettuale di Baden.
L’inchiesta era scattata nel settembre 2023, quando la madre della minorenne aveva colto l’imputato sul fatto e allertato la polizia che lo aveva arrestato poco dopo presso il suo domicilio. Frei era quindi stato incarcerato preventivamente e si era subito dimesso dal Gran consiglio, del quale era entrato a far parte nel 2021, sedendo anche nella Commissione giustizia. Di professione è invece informatico aziendale.




