Nel 2025 medici assistenti e capiclinica hanno lavorato in media quasi 55 ore a settimana, anche se non andrebbe superato il limite di 50. Il problema è diffuso su tutto il suolo nazionale e l’Ospedale di Uster (ZH) ha cercato di porvi rimedio introducendo un sistema che limita l’attività a 46 ore. A due anni dalla messa in atto di questa nuova organizzazione, SRF ha delineato un primo bilancio assieme a Federico Mazzola, responsabile del reparto di chirurgia dell’Ospedale di Uster.
Il nuovo modello, che prevede 42 ore di lavoro e 4 per la formazione (fondamentali soprattutto per i medici assistenti), sta dando i suoi frutti, spiega Mazzola. “Il successo principale è che finalmente ci stiamo allontanando dagli straordinari che vanno oltre il limite delle 50 ore settimanali”, afferma il medico.
“Nel 60% dei casi”, continua Federico Mazzola, “riusciamo a tradurre nella pratica il nostro sistema”. Ciò che rimane ancora in dubbio è se in futuro si riuscirà a rispettare completamente l’orario di lavoro, in quanto “ci sono sempre urgenze, che non si possono pianificare”. Secondo Mazzola, è comunque “fondamentale che al personale venga garantita la possibilità di seguire i corsi di aggiornamento e perfezionamento e che i pazienti non ne risentano”. Un obiettivo difficile in questo periodo di carenza di personale.
Per garantire il funzionamento di questo sistema, l’Ospedale di Uster ha valutato diversi modelli per la gestione delle questioni amministrative, così da identificare i “compiti che possono essere delegati, in modo da ridurre il carico di lavoro dei medici”.
Il tasso degli studenti di medicina che durante la formazione valuta di cambiare strada raggiunge il 30% e quasi il 15% dei medici assistenti non riesce a concludere la specializzazione a causa del troppo lavoro. “Per questo motivo è necessario trovare sistemi per mantenere le persone in questa professione”.
Altri ospedali zurighesi stanno valutando la possibilità di introdurre, o introdurranno, un sistema simile, come lo Stadtspital, l’ospedale di Affoltern e quello universitario.






