Il Consiglio nazionale ha approvato martedì la proroga dei contributi federali alla costruzione di alloggi di utilità pubblica, a pigione moderata, come auspicato dal Consiglio federale. Il dossier passa agli Stati. Si tratta di due misure volte a contrastare la carenza, non solo nelle città ma anche nelle regioni turistiche.
In particolare, si tratta di aumentare la dotazione del fondo di rotazione a favore dell’edilizia abitativa di utilità pubblica per gli anni 2030-2034 e il credito per impegni eventuali nella promozione dell’alloggio per il periodo 2027-2033.
Il 10 agosto dell’anno scorso, per fronteggiare l’attuale crisi dell’alloggio dovuta alla crescita demografica, e con un occhio all’iniziativa dell’UDC “No a una Svizzera da 10 milioni! “, il Governo ha proposto di innalzare di 150 milioni di franchi per gli anni 2030-2034 la dotazione del fondo di rotazione a favore della costruzione di immobili a pigione moderata. Ai committenti di utilità pubblica vengono concessi mutui rimborsabili che fruttano interessi per la costruzione, il rinnovo e l’acquisto di immobili e di terreni edificabili. Con l’aumento accolto dalla Camera bassa la dotazione del fondo sfiorerebbe i 900 milioni. In questo modo e con mutui della durata di 25 anni, il fondo potrà concedere ogni anno nuovi mezzi per circa 36 milioni. Una proposta della sinistra di raddoppiare l’importo chiesto dall’esecutivo a 300 milioni è stata respinta dal plenum.
Per quanto attiene al credito d’impegno per la costruzione di alloggi a pigione moderata, lo scorso 5 dicembre il Governo ha chiesto 1,92 miliardi a garanzia soprattutto dei prestiti della Centrale di emissione per la costruzione di abitazioni (CCA) per il periodo 2027-2033. Grazie alla fideiussione accordata dalla Confederazione, la CCA può mettere a disposizione dei suoi membri, a lungo termine e a condizioni favorevoli, i mezzi per il finanziamento di alloggi ad affitto e prezzi moderati. Al voto è passata la proposta governativa. I tentativi dell’UDC di ridurre tale importo a 1,6 miliardi e del campo rosso-verde di innalzarlo a 2,3 miliardi sono state respinte dal plenum.
Forte domanda non solo nelle regioni urbane
Stando al consigliere federale Guy Parmelin, e della maggioranza, già da alcuni anni la domanda di alloggi è superiore all’offerta. La crescente penuria riguarda non solo le regioni urbane, ma anche e soprattutto i Comuni turistici di montagna e, in misura sempre maggiore, altre regioni del Paese.
L’immigrazione è un fattore che spiega tale evoluzione, ma non l’unico di questo sviluppo: anche l’evoluzione economica e quella demografica svolgono un ruolo. La carenza di abitazioni a prezzi abbordabili tocca soprattutto le famiglie con un reddito basso, ma sempre più anche il ceto medio inferiore, ha sottolineato in aula il consigliere federale democentrista.
L’edilizia di utilità pubblica, la cui promozione è iscritta nella Costituzione federale, svolge quindi un ruolo importante sia per garantire l’offerta di alloggi per le economie domestiche meno abbienti e per il ceto medio, sia per mantenere una composizione sociale equilibrata, ha precisato Parmelin.






