Gli affitti aumentano, ma il tempo per il tragitto casa-lavoro resta un criterio decisivo nella scelta dell’abitazione. In Svizzera, infatti, la maggior parte delle persone non è disposta a risparmiare sull’affitto se questo comporta un allungamento significativo degli spostamenti quotidiani. È questo, in sintesi, quanto emerge da un sondaggio pubblicato dal portale di confronto Comparis.
Secondo l’indagine, quasi un intervistato su quattro ha accettato consapevolmente - in occasione dell’ultimo trasloco - un percorso casa-lavoro più lungo per contenere i costi dell’alloggio. Tre persone su quattro hanno invece escluso questa opzione, preferendo mantenere i tempi di viaggio più contenuti.
Per molti, mezz’ora di tragitto è il massimo accettabile
Per il 38% degli intervistati il limite massimo accettabile è mezz’ora di tragitto, mentre l’11% non vuole superare i 15 minuti. Appena il 5% prenderebbe invece in considerazione un tragitto superiore a un’ora. Riguardo alla lunghezza della tratta casa-lavoro, la metà ha dichiarato di percorrere meno di 16 chilometri e circa sette persone su dieci restano comunque sotto i 31.
Dall’analisi emergono poi alcune differenze per genere ed età. Gli uomini si dichiarano più disponibili ad accettare tragitti più lunghi per un affitto più basso (27%) rispetto alle donne (20%). I giovani tra i 18 e i 35 anni sono più predisposti ad allungare la tratta casa-lavoro (27%), contrariamente agli over 56 (19%).
Il sondaggio è stato condotto nel dicembre 2025 dall’istituto di ricerche di mercato “innofact” su incarico di Comparis e sono stati intervistati 1’049 adulti in tutta la Svizzera.

Notiziario 01.00 del 17.02.2026 Tragitto casa-lavoro
RSI Info 17.02.2026, 07:26
Contenuto audio






