I test di idoneità alla guida per gli over 75 non sono sufficientemente affidabili. Ad affermarlo è uno studio presentato alcune settimane fa da diverse università svizzere e commissionato dall’Ufficio federale delle strade (USTRA).
Confederazione: test di idoneità psicofisica obbligatori per i più anziani
Le regole stabilite dalla Confederazione, nell’ambito del progetto “Via Sicura”, impongono un esame di verifica delle condizioni psicofisiche dei conducenti a partire da una certa età. Proprio in questa circostanza “intervengono i medici del traffico, che devono seguire una formazione specifica, in base al livello di competenze che vogliono raggiungere”, ricorda Franco Denti. “Io sono un medico del traffico di livello uno”, continua, “quindi mi occupo soltanto dei conducenti che hanno superato i 75 anni”. Per occuparsi delle categorie professionali bisogna seguire altre formazioni, che possono raggiungere il livello quattro.
Spesso, a occuparsi delle valutazioni degli anziani è un medico di famiglia. Un vantaggio o uno svantaggio? “È meglio che il medico curante si occupi di questa problematica”, afferma il dottore, perché una condizione come il decadimento cognitivo si nota seguendo “la vita del paziente, la si percepisce”. Inoltre, si può lavorare con il paziente, cercando di portarlo alla scelta consapevole della rinuncia della patente. Si parla anche di una generazione che ha “vissuto l’auto come mezzo di libertà, quindi si rischia di ledere dei diritti acquisiti”, perciò “bisogna agire con cautela e delicatezza”.
Corsi per conducenti: una richiesta che parte dal basso
La legge non prevede corsi di guida obbligatori per le persone in età avanzata, ma queste possono scegliere spontaneamente di seguire dei corsi di aggiornamento. Il TCS organizza formazioni di diverso tipo, destinate a chi vuole approfondire le proprie conoscenze. “Abbiamo un corso, essenzialmente teorico, che dura sei ore”, spiega Enea Lafranca, in cui “c’è una parte teorica sulla legislazione, sulla segnaletica e sui cambiamenti”. A completare la formazione vi sono un avvocato e un medico, i quali si occupano rispettivamente di illustrare le misure amministrative in cui si può incorrere in caso di incidenti e i rischi a cui si va in contro con l’avanzare dell’età. “È un corso essenzialmente pratico”, continua Lafranca, “riservato, solitamente, a chi ha più di 70 anni”. Inoltre, vi è il corso soprannominato “terza età”, a cui possono prendere parte tutti gli interessati e nel quale vi è una prova pratica su pista.
Anziani, utenti più a rischio
Secondo i dati forniti dall’Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (UPI), gli anziani sono gli utenti più fragili della strada. Nel 2025, su quasi 3’300 incidenti stradali che coinvolgono anziani alla guida, l’automobile è il mezzo più a rischio.







