La Confederazione metterà a disposizione in futuro alloggi per 5’000 richiedenti l’asilo. Saranno ripartiti fra sei regioni diverse (canton Zurigo, canton Berna, Svizzera occidentale, Svizzera centrale e meridionale, Svizzera orientale e Svizzera nordoccidentale), che ospiteranno ognuna un centro di procedura e fino a tre “di partenza”, destinati ai candidati respinti e in attesa di espulsione. Due centri speciali, a livello nazionale, saranno riservati a quanti mettono a rischio la sicurezza e l’ordine pubblico.
Governi cantonali e Ufficio federale della migrazione studieranno i piani di ubicazione entro le fine dell’anno. Il riassetto del settore ha compiuto un passo avanti nella seconda conferenza sull’asilo, che si è svolta oggi (venerdì) a Berna, con l'obiettivo di ridurre i tempi per il trattamento delle pratiche. È stato deciso che gran parte dell’iter avrà luogo nelle strutture federali: questo spiega l’aumento dei posti disponibili, che oggi sono solo 1'600.
Chiasso non basta più
Di riflesso, meno richiedenti saranno assegnati ai cantoni per la seconda fase. In particolare, riceveranno una compensazione quelli che ospitano un centro o un aeroporto. In Ticino sono previsti "circa 290 posti di procedura", una quarantina in più di quelli esistenti, ha anticipato il consigliere di Stato Norman Gobbi, ma nessun centro di partenza. Sarà necessario trovare nuovi spazi, con un occhio particolare alla questione della sicurezza. I costi a carico del cantone sono destinati a diminuire.
ATS/pon
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Il servizio di Michele Rauch su quanto previsto in Ticino
RSI Info 28.03.2014, 18:29
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La corrispondenza da Berna di Mattia Serena
RSI Info 28.03.2014, 19:41
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