Cantoni, città e comuni metteranno a disposizione 1800 posti supplementari per richiedenti asilo e permetteranno così alla Confederazione di fare fronte allo scenario non facile che si delinea nei prossimi mesi. Lo ha annunciato il Dipartimento federale di giustizia e polizia, dopo un incontro oggi (25 agosto) a Berna con i rappresentanti delle autorità interessate. Un terzo di questi posti sarà reso disponibile in tempi rapidi.
Tra i cantoni che forniranno ulteriori posti non c’è però il Ticino, che già accoglie più di quanto previsto inizialmente. “I 350 posti dono diventati 650 con la costruzione di nuovi alloggi vicino alla stazione di Chiasso, stiamo già dando abbastanza” dice alla RSI il Consigliere di Stato Norman Gobbi. C'è poi il centro federale in costruzione in zona Pasture, per il quale i comuni si sono opposti ad utilizzare come alloggi gli uffici amministrativi. “Bisognerà trovare una soluzione perché, a mio modo di vedere, la situazione dell’asilo non migliorerà nei prossimi anni”.
Una previsione condivisa anche da Berna, che di posti supplementari ne vorrebbe almeno tremila. Quest’anno la segreteria di Stato alla migrazione si attende 28 mila richieste d’asilo, che potrebbero arrivare a 35 mila a seconda delle contingenze politiche mondiali. A questa cifra si aggiungono le persone in fuga dall’Ucraina – tra 20 e 25 mila – che beneficiano dello statuto “S”, la protezione temporanea.
Attualmente nei centri federali per l’asilo ci sono 6400 posti disponibili, a cui se ne aggiungono 3700 messi a disposizione dall’esercito. In giugno il Parlamento ha rifiutato di concedere i crediti per acquistare dei container da installare sui terreni militari, che peraltro avrebbero permesso ai cantoni di avere una “riserva”. Saranno le amministrazioni cantonali ad individuare gli alloggi, ma l’onere di gestione incomberà alla Confederazione. L’idea è di evitare forti concentrazioni di richiedenti asilo, specie là dove già esistono grandi strutture federali.








