Il 46enne che il 27 ottobre del 2012 strangolò la moglie ad Assens è colpevole di assassinio e non di omicidio: lo ha sentenziato la Corte cantonale di appello vodese, che ha condannato l'uomo a 17 anni di carcere, tre in più di quelli inflittigli in prima istanza in febbraio dal tribunale di Yverdon. L'avvocato dell'uomo ha già preannunciato un ricorso.
L'uxoricida, un ingegnere, dopo il delitto si era sbarazzato del cadavere in un bosco, dopo avergli tolto la vera. Era riuscito a procurarsi un alibi di ferro, quella notte dormiva da amici, e aveva tentato di far credere a una fuga della donna.
Il movente, secondo la procura, era l'intenzione della donna di divorziare: il marito sarebbe stato costretto a lasciare la propria casa e a versarle gli alimenti. La difesa, invece, ha sostenuto la tesi del gesto impulsivo, non pianificato.
pon/ATS




