Greenpeace, WWF e 350.org, a cui si sono aggregati Partito socialista e Verdi, chiedono che le grandi banche e le casse pensione smettano completamente, entro cinque anni, d'investire nella produzione di energie ottenute tramite petrolio, gas e carbone.
Collocare denaro in queste attività non è solo disastroso dal punto di vista ecologico, ma è rischioso economicamente, hanno spiegato, lunedì a Berna, i rappresentanti delle tre organizzazioni ambientaliste e dei due partiti.
Le azioni delle compagnie attive in questo contesto sono fortemente sotto pressione, da un canto -hanno ricordato- perché molti paesi si sono dotati di leggi molto restrittive in ambito ecologico e, dall'altro, perché i capitali privati stanno lentamente lasciando questo settore. L'azzardo è perciò notevole, soprattutto sapendo che le 200 maggiori compagnie operanti in tale ramo hanno una capitalizzazione complessiva di ben 4'000 miliardi di dollari.
ATS/dg





