Negli ultimi 15 anni Bulle, capoluogo della Gruyère, ha visto crescere la popolazione del 41%: oggi conta 27’500 abitanti, il 44% stranieri. Un dinamismo che porta con sé anche criticità — classi sovraffollate, mercato immobiliare surriscaldato, aumento dell’insicurezza — e che rende questa cittadina friburghese uno dei casi più estremi della Confederazione. Un punto di partenza concreto per discutere l’iniziativa UDC “No a una Svizzera da 10 milioni”, che punta a limitare la popolazione residente sotto questa soglia, con misure automatiche fino alla possibile denuncia dell’Accordo di libera circolazione con l’UE.
Il toro e la città che cambia
Il vessillo della città di Bulle ci parla del suo passato contadino. Un giovane toro domina questo stendardo che troneggia anche sulla Grand-Rue, proprio davanti all’edificio in cui si trova il municipio cittadino. A pochi passi dal centro storico ci si imbatte invece nel nuovo quartiere della “Toula”, uno dei simboli della Bulle 2.0, fatta di forte crescita demografica e di un esteso dinamismo edilizio. Fino a pochi anni fa nell’area della “Toula” c’era ancora una fattoria circondata da pascoli. Le mucche erano lì, a due passi dal centro. E c’erano di certo anche dei tori. Di tutto questo oggi non c’è più traccia: la campagna di un tempo è stata sostituita da una serie di palazzine abitative, uno dei numerosi nuovi quartieri di questo capoluogo della Gruyère, la seconda città del Canton Friborgo.

Dall’autostrada alla Rolex
Da quando qui è arrivata l’autostrada, nel 1981, il volto di questo centro ha cominciato a cambiare. Non più formaggi, carne e verdure ma sempre di più prodotti ad alto valore aggiunto, grazie all’insediamento di nuove società, e anche di multinazionali, attive in particolare nel settore delle bioscienze e della meccanica. Presto aprirà anche un nuovo stabilimento della Rolex, un investimento da un miliardo di franchi. Il cantiere che lo sta realizzando è il più esteso della Svizzera, dominato da ben nove gru distribuite su una superficie di 260mila metri quadrati. Dal 2029 vi lavoreranno circa 2’500 persone, apprendisti compresi.
Un laboratorio demografico
Impiegati che in parte sceglieranno di abitare proprio a Bulle, un centro che negli ultimi 15 anni ha fatto registrare un incremento della popolazione pari al 41%, ben oltre la media nazionale, che si situa attorno al 9%. Oggi a Bulle abitano oltre 27’000 persone, il 44% di loro ha origine straniera, in particolare europea, una proporzione in aumento negli ultimi 25 anni, da quando è stata introdotta la libera circolazione delle persone. “Penso che siamo diventati un vero e proprio laboratorio demografico”, ci dice Marie France Roth Pasquier, municipale di Bulle. “Spero che il nostro lavoro possa dare dei buoni risultati, utili anche ad altre realtà simili del nostro Paese”.
Il caso di Bulle (FR), dove la popolazione è quasi raddoppiata
SEIDISERA 01.06.2026, 18:00
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Le sfide: scuole, trasporti, coesione sociale
Da una parte la città cresce e il benessere si diffonde, dall’altra non mancano le sfide da affrontare, a cominciare da quelle che pesano sulle finanze pubbliche di Bulle. Una città che in questi anni sta investendo parecchio, nei trasporti pubblici, nelle canalizzazioni, nella coesione sociale, ma anche nelle scuole. Basti dire che in alcune classi ci sono fino a 30 allievi e che nelle pause di mezzogiorno nelle mense scolastiche l’affollamento si fa sentire. “Facciamo fatica a trovare un posto dove sederci. La direzione ci ha messo a disposizione dei tavoli supplementari perché c’è davvero tanta gente durante la pausa pranzo”, ci dice una ragazza, mentre si incammina verso la stazione ferroviaria, al termine delle lezioni.
Una stazione già pensata per il futuro
Una stazione inaugurata nel dicembre del 2022 e che è stata volutamente realizzata con una dimensione più grande del dovuto, pensando alla crescita che ancora attende questa città. “La gestione di questo sviluppo è per noi una grande sfida”, ci dice ancora la municipale Marie France Roth Pasquier, mentre là fuori sventola il vessillo di Bulle, con quel toro che ci parla di un passato che ormai non c’è più.

Dibattito sulle due votazioni federali
Democrazia diretta 27.05.2026, 20:45







