Il carcere di Sion diventa il simbolo di una scelta politica controversa. Il Vallese ha infatti deciso di affidare ai privati una parte dell’esecuzione delle pene. Una decisione approvata dal Gran Consiglio, ma fortemente criticata dalla sinistra.
Per il socialista Julien Girod “è lo Stato che deve assumersi la responsabilità dei detenuti”, mentre ai privati dovrebbe essere lasciato solo un ruolo limitato, come trasporti o sorveglianza a breve termine. Di tutt’altro avviso la deputata UDC Marie-Bertrande Duay, secondo cui delegare alcune funzioni “può migliorare qualità ed efficienza”, anche per rispondere alla mancanza di strutture adeguate, in particolare per detenuti con problemi psichici.
Proprio la gestione sanitaria affidata ai privati è uno dei punti più contestati. Girod parla di “soluzione palliativa”, sostenendo che servano piuttosto nuove strutture e più collaborazione tra cantoni. Sul fronte della sicurezza, la sinistra teme personale non adeguato, mentre Duay assicura che gli agenti saranno “formati e sottoposti a controlli rigorosi”.
Resta infine il timore di un passo ulteriore verso la privatizzazione. “Oggi bisogna continuare con carceri pubbliche”, afferma Duay, senza escludere scenari futuri. Un’ipotesi che preoccupa Girod: “Si rischia di privatizzare le forze dell’ordine”. Il Vallese è il primo cantone a spingersi così lontano, e l’attuazione della legge si preannuncia delicata.
Carceri, il Vallese apre ai privati
Il Gran Consiglio approva la delega di alcune funzioni a enti privati - La sinistra obietta: “Lo Stato deve assumersi la responsabilità dei detenuti” - Per la destra la decisione migliora qualità ed efficienza

Vallese: amministrazione carceraria anche in mani private
Telegiornale 06.04.2026, 12:30







