La Conferenza Svizzera dei capi redattori ha denunciato l'agire del Ministero pubblico neocastellano nei riguardi del giornalista Ludovic Rocchi, la cui abitazione a La Chaux-de-Fonds era stata perquisita il 13 agosto mentre si trovava al Festival di Locarno.
Oltre a sequestrare documenti nell'abitazione di Rocchi, la giustizia neocastellana aveva chiesto alla polizia ticinese di confiscare il computer del giornalista romando, che aveva chiesto a sua volta che venissero applicati i sigilli - nel frattempo non ancora rimossi - sul suo PC.
All'origine dell'intervento vi era una denuncia nei confronti di Rocchi per diffamazione, calunnia e violazione del segreto d'ufficio, sporta dal direttore di un istituto della facoltà di scienze economiche dell'Università di Neuchâtel, accusato di plagio negli articoli pubblicati dal quotidiano romando Le Matin.
La Conferenza ritiene tuttavia che i reati contestati siano relativamente poco gravi e che non giustifichino il fatto che l'inviato di Le Matin sia stato trattato al pari di un criminale pericoloso. L'associazione mette inoltre in guardia contro la "criminalizzazione" dei giornalisti.
Red.MM






