Niente affatto, Claude Béglé non è pentito" dei tweet dal contenuto positivo scritti durante il suo viaggio in Corea del Nord. In un'intervista alla RTS, il consigliere nazionale vodese (PPD), appena tornato dal paese di Kim Jong-un, ha difeso la sua posizione.
Béglé ha spiegato di aver voluto deliberatamente provocare l'interesse dei suoi interlocutori per poi discutere direttamente con la parte nordoreana su tutti gli aspetti meno favorevoli riscontrati nel paese e ciò con lo scopo di giungere a un comunicato finale equilibrato, che proponesse una visione d'insieme.
Alla Radio romanda il parlamentare federale ha ammesso che quella di Pyongyang è "una dittatura, uno stato canaglia", ma assicurato che anche in quel paese "le cose cambiano" e che "stanno andando nella direzione di uno scenario cinese".
Claude Béglé, inoltre, non intende fare mea culpa davanti al suo partito, che si è distanziato dai suoi tweet, ma aggiunge che è dispiaciuto se i suoi tweet dalla Corea del Nord hanno causato problemi al PPD e che se ne rammarica.
Il politico vodese ha infine precisato di aver effettuato il viaggio in Corea del Nord a sue spese e di aver avvertito delle sue intenzioni il consigliere federale ministro degli esteri Ignazio Cassis.
Béglé non si scusa
Telegiornale 29.07.2019, 22:00






