G7 di Évian

Come Ginevra si è barricata nel ricordo del 2003

Le manifestazioni a margine del vertice del G8 di 23 anni degenerarono in violenze e danni per milioni di franchi - I tempi sembrano cambiati, ma c’è chi teme che la storia si ripeta

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Una barricata in fiamme durante la protesta del 2003 sfociata in violenze

Una barricata in fiamme durante la protesta del 2003 sfociata in violenze

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Di: SRF - Philippe Reichen  - pon, Adattamento in italiano

Nel quartiere di Rive, nell’elegante centro di Ginevra, i negozianti hanno barricato i loro negozi. Falegnami hanno segato assi di legno e le hanno inchiodate davanti alle vetrine formando enormi pareti. Scene analoghe si sono viste negli scorsi giorni anche in altre strade: sono stati protetti non solo spazi di vendita, ma anche uffici pubblici e sedi di istituti di credito.

Pannelli di legno per proteggere le finestre di negozi, banche e uffici pubblici

Pannelli di legno per proteggere le finestre di negozi, banche e uffici pubblici

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Anche un negozio di giocattoli sulla Rue d’Enfer, letteralmente Via dell’Inferno, è stato messo in sicurezza con pannelli di legno. A ragion veduta. In quella strada gli oppositori del vertice del G8 a Evian-les-Bains il 1° giugno 2003 sfogarono tutta la loro frustrazione contro la polizia e devastarono anche una serie di negozi.

L'ospedale universitario si prepara all'eventualità di disordini e quindi alla possibilità di dover curare un numero importante di feriti

L'ospedale universitario si prepara all'eventualità di disordini e quindi alla possibilità di dover curare un numero importante di feriti

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Ueli Leuenberger, ex consigliere nazionale e presidente dei Verdi svizzeri, era nel 2003 esattamente in quel luogo, all’epoca nel suo ruolo di granconsigliere del Canton Ginevra. Leuenberger oggi dice che la situazione nel quartiere di Rive degenerò quando le persone dopo la manifestazione ufficiale fino al confine con la Francia ritornarono verso il centro.

Tutto si era svolto pacificamente, il corteo aveva riunito 80’000 partecipanti. Ma poi degli attivisti sulla via del ritorno avevano dato fuoco a una stazione di servizio. Questo aveva reso la polizia estremamente nervosa.

Un momento del corteo pacifico verso il confine con la Francia

Un momento del corteo pacifico verso il confine con la Francia

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Agenti di polizia avevano poi tentato di spingere la folla via dal viale dello shopping attraverso la Rue de l’Enfer verso una strada laterale. A quel punto gli attivisti cominciarono ad attaccare la polizia con pietre e a devastare negozi.

I lacrimogeni della polizia mettono in fuga i dimostranti che lanciavano pietre e bottiglie vuote, il 1° giugno 2003 a Ginevra

I lacrimogeni della polizia mettono in fuga i dimostranti che lanciavano pietre e bottiglie vuote, il 1° giugno 2003 a Ginevra

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Troppo pochi poliziotti

Già la notte precedente - il 31 maggio - c’erano stati danneggiamenti, incendi dolosi e saccheggi nel centro città ad opera di numerosi “black block”. Il dispositivo di polizia era nettamente sottodimensionato in termini di personale nelle ore notturne, e di conseguenza fu sopraffatto dagli eventi.

I danni costarono milioni alla città, al cantone, ai negozianti e alle assicurazioni. Le ginevrine e i ginevrini erano furiosi che proprio nella loro città, la città dei diritti umani e del diritto internazionale, non fosse stata possibile una resistenza pacifica contro il vertice.

Manifestazioni e disordini si protrassero nel 2003 anche nei giorni seguenti il grande corteo del 1° giugno. Questa immagine è del 3 giugno

Manifestazioni e disordini si protrassero nel 2003 anche nei giorni seguenti il grande corteo del 1° giugno. Questa immagine è del 3 giugno

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Le autorità cantonali istituirono una commissione d’inchiesta esterna che indagò sugli eventi. La commissione stabilì che la polizia aveva “mancato il suo compito”. “Indizi credibili” di violenti disordini erano stati ignorati. La consigliera di Stato responsabile della sicurezza, Micheline Spoerri (PLR), non fu confermata alle elezioni seguenti. Gli elettori la sanzionarono per la sua gestione, mentre la Francia la ricompensò con la Legione d’onore.

Oggi, prima dell’inizio del vertice del G7 a Evian-les-Bains, a Ginevra si teme una ripetizione degli eventi di allora. Anche questa volta il Cantone, dopo lunghe discussioni con gli organizzatori del gruppo NoG7, ha autorizzato domenica una manifestazione, ma lontano dal centro città, tra la stazione e il quartiere dell’ONU.

Il percorso imposto dalle autorità e che gli organizzatori della manifestazione di NoG7 hanno dovuto accettare dopo lunghe discussioni. I manifestanti sono autorizzati a raggrupparsi al parco di Mon Repos dalle 15. Lo scioglimento è previsto entro le 22.30.

Il percorso imposto dalle autorità e che gli organizzatori della manifestazione di NoG7 hanno dovuto accettare dopo lunghe discussioni. I manifestanti sono autorizzati a raggrupparsi al parco di Mon Repos dalle 15. Lo scioglimento è previsto entro le 22.30.

  • polizia di Ginevra

Arnaud Bürgin, dell’associazione degli imprenditori ginevrini, è comunque preoccupato. L’economia ginevrina è “ostaggio del vertice del G7”, dice, e la manifestazione “un grande rischio per la sicurezza”. Oggi si ha l’impressione di rivivere la stessa cosa del 1° giugno 2003. Bürgin spera di sbagliarsi.

La paura della repressione

Juan Tortosa è invece un attivista che ha vissuto le proteste del vertice del 2003 e che coorganizza quelle di quest’anno. Non crede che le cose si ripeteranno esattamente allo stesso modo. Nel 2003 oppositori del vertice da tutta Europa erano venuti a Ginevra.

Agenti di polizia francesi sui marciapiedi della stazione di Annemasse, per controllare i passeggeri in arrivo

Agenti di polizia francesi sui marciapiedi della stazione di Annemasse, per controllare i passeggeri in arrivo

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Oggi la situazione è diversa. Sa che gli oppositori “hanno paura della repressione”. I confini con la Francia sono in gran parte chiusi. Migliaia di agenti di polizia sono a Ginevra. E anche l’esercito è presente. Inoltre la resistenza contro i vertici delle superpotenze oggi è generalmente minore rispetto al 2003.

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02:28

Ginevra si prepara al G7

Telegiornale 11.06.2026, 20:00

Il summit e le misure di sicurezza

Il vertice del G7 di Évian si tiene da lunedì 15 a mercoledì 17 giugno, ma i disagi per la popolazione si estendono dal 10 al 19, periodo durante il quale sono intensificati i controlli di sicurezza. Oltre a centinaia di poliziotti, la Confederazione ha mobilitato 4’000 militari.

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  • RSI

Évian si trova sulla sponda meridionale del Lemano, in Francia ma a 30 km dal confine svizzero, a 45 dal centro di Ginevra e a 15 a volo d’uccello da Losanna.

Sbarrati numerosi valichi di confine

Sbarrati numerosi valichi di confine

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Le autorità hanno raccomandato di limitare la mobilità e di lavorare da casa per chi può. Già da giovedì sono aperti solo 10 dei 35 posti di frontiera stradali, tre dei quali con corsie preferenziali per i detentori di speciali “macarons” riservati a personale sanitario e di altri servizi pubblici, per facilitarne l’arrivo al lavoro senza ritardi (i frontalieri nel canton Ginevra sono oltre 100’000). Gli altri passaggi sono chiusi, anche per chi arriva a piedi o in bicicletta. L’autostrada sarà chiusa in un senso, fra Vernier e Bardonnex, dal 15 alla mezzanotte del 17 giugno. Altri assi stradali saranno di conseguenza ulteriormente sovraccaricati. I TPG, i trasporti pubblici, introducono per tre giorni un orario speciale. Sono da prevedere disagi in particolare per le linee transfrontaliere.

Un aereo della Swiss passa accanto ad elicotteri Chinook statunitensi: è all'aeroporto di Ginevra che è atteso l'arrivo dei leader del G7, compreso il presidente statunitense Donald Trump

Un aereo della Swiss passa accanto ad elicotteri Chinook statunitensi: è all'aeroporto di Ginevra che è atteso l'arrivo dei leader del G7, compreso il presidente statunitense Donald Trump

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Inoltre l’aeroporto di Ginevra-Cointrin accoglie i leader in arrivo. È lì che sbarcherà anche il presidente statunitense Donald Trump, accolto da Guy Parmelin. Nessun volo commerciale è stato cancellato, ma il rispetto degli orari non è garantito e i passeggeri sono stati invitati ad arrivare con maggiore anticipo.

Il canton Ginevra ha messo online una pagina speciale con le informazioni relative al vertice e attivato una linea telefonica gratuita operativa dalle 11 alle 19 fino al 18 giugno al numero 0800 902 456.

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