Tardano ad arrivare i fondi pubblici promessi alle vittime del tragico rogo che a inizio anno, a Crans-Montana, ha causato 41 morti e 115 feriti. È quanto evidenzia oggi il domenicale Le Matin Dimanche. La fondazione Beloved, creata dal Vallese con una dotazione di 24 milioni di franchi, non ha infatti ancora versato nulla alle vittime.
“Non è possibile fornire una data per i primi versamenti”, riconosce Pierre-Yves Délèze, nel suo ruolo di coordinatore del Canton Vallese. Quanto all’Ufficio federale di giustizia, che ha promesso un aiuto di solidarietà di 50’000 franchi una tantum a tutte le vittime gravemente ferite e ai famigliari di quelle decedute, il versamento tramite il Cantone è atteso “il prima possibile”.
Le vittime hanno tuttavia già potuto beneficiare di un aiuto immediato di 10’000 franchi da parte del Vallese, nonché del servizio gratuito legato ai centri di consultazione LAVI, prorogato oltre lo scorso 31 marzo per le ospedalizzazioni acute.
Tensioni durante l’udienza dei Moretti
Si apprende intanto che l’audizione svoltasi a inizio mese dei coniugi Moretti, la coppia francese proprietaria del bar devastato dal rogo, è in alcuni momenti degenerata fra lacrime, interruzioni e interventi di vari avvocati. Lo rivela sempre oggi la Sonntagszeitung, citando il verbale dell’udienza.
La viceprocuratrice generale ha così dovuto interrompere l’audizione più volte per ristabilire l’ordine. Jessica Moretti si è messa a piangere dopo alcune domande su una cameriera del bar deceduta, ma un avvocato delle vittime ha chiesto meno pathos e più verità.
Jacques Moretti ha quindi accusato i legali di demonizzare lui e la moglie, mentre vari avvocati sono stati minacciati di esclusione dall’aula per i loro interventi durante l’audizione, effettuata nei termini di un confronto.

Crans-Montana, udienza per i coniugi Moretti
Telegiornale 05.06.2026, 20:00











