Svizzera

Cordone attorno agli anti-G7 a Ginevra: tre attivisti denunciano

Denunce penali sono state presentate contro ignoti per sequestro - La legale chiede che chi ha ordinato il dispositivo venga interrogato

  • 52 minuti fa
La polizia schierata a Ginevra

La polizia schierata a Ginevra

  • Keystone
Di: ATS/Spi 

Tre degli organizzatori della manifestazione anti-G7 a Ginevra dello scorso 14 giugno hanno presentato denunce penali per sequestro di persona, coazione e abuso d’autorità. Erano rimasti intrappolati nel cordone della polizia predisposto al termine della manifestazione.

Le denunce penali sono presentate contro ignoti per coinvolgere tutte le autorità potenzialmente implicate, secondo l’avvocata Laïla Batou, che ha confermato a Keystone-ATS la notizia di Le Temps.

Batou chiede che chi ha ordinato o convalidato il dispositivo del cordone venga interrogato. E se il Ministero pubblico è coinvolto, ne chiede la ricusazione integrale.

Secondo l’avvocata, questo cordone prolungato costituisce una privazione della libertà totalmente ingiustificata. Si basa in particolare sulla Convenzione europea dei diritti dell’uomo che vieta i trattamenti degradanti. Come quasi 500 persone rimaste bloccate, i tre denuncianti non avevano ricevuto acqua e cibo per diverse ore e non avevano accesso ai servizi igienici.

Il dispositivo è stato immediatamente criticato dalla coalizione No G7. La polizia da parte sua aveva spiegato che questa manovra mirava in particolare a limitare la dispersione degli individui violenti e a fermare le persone sospettate di aver commesso reati. È atteso un rapporto operativo da parte della polizia ginevrina.

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Guerre in Ucraina e Medioriente al centro del G7

SEIDISERA 16.06.2026, 18:00

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