L’Italia ha depositato l’atto per costituirsi parte civile nel procedimento relativo alla tragedia di Crans-Montana, l’incendio nel disco-bar “Le Constellation” che a Capodanno ha causato 41 morti e 115 feriti, con sei vittime italiane. Lo ha fatto tramite l’avvocatura generale dello Stato, che a sua volta ha delegato uno studio legale elvetico.
“La Presidenza del Consiglio dei ministri, tramite l’Avvocatura Generale dello Stato, che a sua volta ha delegato uno studio legale elvetico, ha depositato l’atto di costituzione di parte civile della Repubblica Italiana nel procedimento penale relativo all’incendio avvenuto a Crans-Montana tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026”, annuncia una nota di Palazzo Chigi.
“La decisione - viene ancora precisato nella nota - è motivata dal danno diretto arrecato al patrimonio dello Stato italiano a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l’assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti”.

Crans Montana: chi deve pagare?
Telegiornale 27.04.2026, 20:00
Scarse le possibilità che la richiesta venga accolta?
La richiesta italiana sembra tuttavia avere scarse possibilità di essere accolta. Come aveva spiegato alla RSI l’avvocato Paolo Bernasconi, ex procuratore pubblico e già professore di diritto penale, il diritto processuale penale svizzero prevede che per essere ammessi come accusatore privato occorre aver subito un danno diretto. Un requisito che anche il Tribunale federale applica in modo rigoroso. Roma ha appena motivato la richiesta con un “danno diretto al patrimonio dello Stato”, ma non è detto che questa argomentazione regga di fronte alla Procura, competente di decidere se accettare o meno un soggetto, fisico o giuridico, fra gli accusatori privati.
Nella stessa inchiesta, del resto, anche il Comune di Crans-Montana si è visto respingere un’analoga richiesta: pur avendo subito un danno reputazionale pesante, si tratta di un danno indiretto, aveva sottolineato l’avvocato Bernasconi nella sua intervista. Secondo l’avvocato, lo stesso ragionamento varrebbe per il Governo italiano e il Ministero pubblico del Canton Vallese respingerebbe molto probabilmente la domanda.
Guy Parmelin martedì a Roma
Interpellato da Keystone-ATS, il Ministero pubblico vallesano ha indicato di non aver ancora ricevuto la richiesta dall’Italia. Si è intanto appreso che il presidente della Confederazione Guy Parmelin incontrerà martedì 5 maggio a Roma il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Il giorno seguente Parmelin sarà da papa Leone XIV e assisterà al giuramento delle Guardie svizzere in Vaticano.






