La modifica costituzionale sulle cure mediche di base, in votazione a metà mese, che troverebbe consenziente il 71% degli svizzeri , è un inganno.
A sostenerlo, giovedì a Berna, sono stati i rappresentanti di un comitato appena formatosi e composto da dottori e parlamentari di area democentrista.
A loro avviso, la risposta del Consiglio federale alla penuria di medici di famiglia provocherebbe la scomparsa della categoria e la nazionalizzazione del sistema sanitario: il fatto che lo Stato prescriva le remunerazioni di uno specifico settore contraddice platealmente il nostro ordinamento economico, spiegano.
Il decreto sul quale il popolo è chiamato ad esprimersi è un controprogetto diretto all’iniziativa popolare “Sì alla medicina di famiglia”, nel frattempo ritirata, che era appoggiata da 200'000 cittadini. Prevede, in particolare, l’aumento delle entrate dei generalisti grazie a una revisione delle tariffe e la creazione di istituti per la medicina di famiglia in tutte le facoltà del ramo e il potenziamento di quelli esistenti.
ATS/dg







