Davos è “la principale piattaforma mondiale per il dialogo sulle questioni più complesse e spesso controverse del momento. A volte emergono forti disaccordi. Va bene così, perché lo scopo della settimana e del lavoro del Forum durante l’anno è creare uno spazio di dialogo affidabile. Il dialogo è un prerequisito per far avanzare il mondo: se non c’è dialogo, non si otterranno risultati”. È quanto ha detto il numero uno del Forum economico mondiale Børge Brende a conclusione dei lavori del meeting.
Cala quindi il sipario sul WEF edizione 2026. L’uomo che ne ha dettato in pratica l’agenda, Donald Trump, è decollato giovedì sera per gli Stati Uniti, spegnendo in pratica i riflettori mondiali sul Forum economico mondiale.
Anche per le forze di sicurezza è già il momento di fare il punto della situazione, dopo aver schierato un gran numero di forze per gestire il fermento generato dalla presenza del miliardario repubblicano nella località grigionese.
L’appuntamento è fissato ora per l’edizione 2027, dal 18 al 22 gennaio.















