Il Consiglio federale ha espresso il suo rammarico per la decisione dell’amministrazione Trump di introdurre dazi supplementari all’importazione di farmaci elvetici. “Si tratta di un onere aggiuntivo per l’industria svizzera esportatrice”, ha spiegato il Dipartimento federale dell’economia (DEFR). La Casa Bianca ha infatti annunciato ieri, giovedì, l’introduzione di dazi supplementari fino al 100% per i Paesi con i quali non era stata raggiunta un’intesa (per la Svizzera, invece, del 15%).
Con un’aliquota d’imposta supplementare specifica per paese pari al massimo al 15% sui prodotti farmaceutici provenienti dalla Svizzera, gli Stati Uniti avrebbero rispettato l’impegno assunto nell’ambito della dichiarazione d’intenti congiunta del 14 novembre 2025 scorso, ha riferito il DEFR. Per il momento, non sono stati applicati dazi supplementari statunitensi sui prodotti farmaceutici.
Visto che alle esportazioni dell’Unione europea e dalla Svizzera verrebbero applicati gli stessi dazi supplementari, le esportazioni farmaceutiche elvetiche non dovrebbero perciò essere svantaggiate rispetto a quelle UE. Nonostante ciò, il DEFR ha affermato che “i dipartimenti competenti stanno analizzando, insieme ai gruppi d’interesse coinvolti, le ripercussioni concrete di queste misure”.
Sempre secondo quanto riportato dal DEFR, in linea di principio, le tariffe aggiuntive potrebbero avere conseguenze negative sulla sicurezza dell’approvvigionamento e sulla capacità di innovazione, “il che a sua volta si ripercuote sulla disponibilità di medicamenti e quindi sui pazienti”.
La reazione di Interpharma
Secondo Interpharma, associazione di categoria delle aziende farmaceutiche svizzere, il settore elvetico dovrebbe essere esentato, per quanto possibile, dai dazi doganali sulle esportazioni negli Stati Uniti. L’associazione ha così chiesto alla Confederazione di impegnarsi nei negoziati doganali attualmente in corso con gli Stati Uniti, allo scopo di ottenere almeno una soluzione equivalente a quella concessa al Regno Unito, ovvero il 10% di aliquota.
Interpharma rileva che i dazi imposti dagli USA mettono a rischio le catene globali di produzione e di approvvigionamento dei farmaci, ostacolano la ricerca e lo sviluppo e danneggiano i pazienti in tutto il mondo. Questo potrebbe avere ripercussioni sulla sicurezza dell’approvvigionamento.

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Notiziario 03.04.2026, 10:00
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