L'Unione dei contadini deplora le misure di risparmio, per 117 milioni di franchi, che il Consiglio federale prevede di recuperare dai pagamenti diretti che verranno versati nel 2015. L'organizzazione chiede pertanto al Parlamento di rispettare gli impegni correggendo una decisione che rischia di minare la fiducia nelle autorità.
Per la categoria, non è corretto fare tornare il settore alla cassa, considerando che negli ultimi 10 anni la Confederazione ha ridotto la parte delle spese ad esso destinate dall'8 al 5,6%.
Gli sforzi -si fa notare- devono essere fatti laddove i costi sono aumentati. Oltre tutto non esistono particolari pressioni che giustifichino un simile programma di economie, visto che il preventivo statale per l'anno prossimo contempla eccedenze per 500 milioni.
ATS/dg





