Una transessuale dovrà pagare di tasca propria le costose sedute di depilazione a cui era sottoposto e delle quali aveva chiesto il rimborso alla cassa malati. Il Tribunale federale ha infatti dato ragione a Assura, che si era rifiutata di finanziare le sedute di elettrolisi a cui si era sottoposta la donna. Una spesa del valore di 43'000 franchi.
Consigliata da specialisti, invece del laser aveva scelto appunto questa tecnica per rimuovere i peli di colore chiaro, affidandosi ad una professionista titolare di una formazione dispensata in ambito ospedaliero. Una persona che, tuttavia, non fa parte dei fornitori di prestazioni rimborsati dall’assicurazione malattia obbligatoria. E proprio per questo Assura ha rifiutato di accollarsi la spesa.
La donna nel suo ricorso ha definito la decisione “scioccante e discriminatoria”, appellandosi al fatto che le sedute di laser vengono invece rimborsate, ma i giudici federali rilevano che l'assicurazione malattia obbligatoria, in quanto assicurazione sociale, “non ha per vocazione di assumersi la totalità delle prestazioni mediche e paramediche a disposizione delle persone assicurate”.
ATS/ludoC




