Il copilota che nel febbraio del 2014 dirottò su Ginevra un velivolo della Ethiopian Airlines diretto a Roma è stato condannato a una misura terapeutica stazionaria dal Tribunale penale federale; dovrà inoltre pagare i costi del processo e, una volta raggiunta l'autonomia economica, dovrà versare l'onorario ai suoi legali; gli è infine stata ritirata la licenza di volo.
La corte bellinzonese ha così dato seguito alla linea dell'accusa (mentre la difesa aveva chiesto l'assoluzione), ritenendo l'uomo colpevole di sequestro di persona, rapimento e perturbamento della circolazione pubblica.
La perizia psichiatrica ha permesso d'appurare che l'imputato soffre di schizofrenia paranoide, trattabile con cure adeguate. Malgrado l'incapacità d'intendere e volere non è stato prosciolto a causa del rischio di ricadute.
Il caso che lo aveva visto protagonista aveva fatto discutere: un'ora e venti minuti dopo il decollo da Addis Abeba l'allora 31enne aveva approfittato di una breve assenza del comandante per chiudersi in cabina. Aveva quindi minacciato di fare schiantare il velivolo, a bordo del quale si trovavano 204 persone, per dissuadere il resto dell'equipaggio dall'entrare con la forza.
ATS/dg






