Il presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Pierre-Yves Maillard critica fortemente la segretaria di Stato e capo negoziatrice con l'Unione europea Livia Leu dopo l'ultima tornata di colloqui a fine giugno. "E' caduta nella trappola di Bruxelles" e il Consiglio federale la segue, ha affermato in un'intervista pubblicata sabato dal "Blick". "Durante i colloqui esplorativi condotti da Leu, l'UE ha di nuovo chiesto un quadro istituzionale. Ora dovremmo nuovamente negoziare su quanto è da tempo già fallito e non ha alcuna chance davanti al popolo", ha dichiarato il socialista vodese che è anche membro del Consiglio nazionale.
La negoziatrice elvetica Livia Leu
Le richieste istituzionali dell'UE riguardano il fatto che la Commissione europea e la Corte di giustizia dell'UE possono controllare e correggere il diritto svizzero se ritengono che non corrisponda a quello europeo, ha spiegato. "Pensavamo che questa richiesta fosse fuori discussione, ma è cambiato di nuovo", ha detto il presidente dell'USS. Pierre-Yves Maillard si è detto convinto che le questioni istituzionali tra la Svizzera e dell'Unione europea non potranno essere risolte nei prossimi anni. "Ora dobbiamo provare a ottenere un'associazione al programma di ricerca Horizon Europe attraverso proposte concrete e concessioni."

Livia Leu fa il punto sulle relazioni con Bruxelles
Telegiornale 06.07.2021, 22:00
Pierre-Yves Maillard considera poi inutili nuovi accordi di accesso al mercato unico: "Quali accordi ci servono? A cosa servirebbe ad esempio un accordo energetico? Non basta firmare un documento perché scorra la corrente", ha dichiarato il sindacalista 54enne. Se in Francia l'elettricità comincia a scarseggiare, Parigi non staccherà la corrente ai propri cittadini per rispettare i contratti di fornitura con la Svizzera, ha affermato il presidente dell'USS aggiungendo che la Confederazione deve produrre più elettricità per conto proprio.
Nei colloqui esplorativi in vista di una normalizzazione delle relazioni fra Svizzera e UE, Berna vuole trovare una base comune per nuove trattative sulla futura cooperazione. Il Consiglio federale non vuole più discutere solo delle questioni istituzionali in sospeso ma di un intero pacchetto con nuovi accordi sul mercato interno nei settori dell'elettricità, della sicurezza alimentare, come anche accordi di associazione negli ambiti della ricerca, dell'istruzione e della salute.






