Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi, con 36 voti a 2 e 2 astenuti, la nuova legge sulla formazione continua. I "senatori", contrariamente al Nazionale, sono dell'opinione che i datori di lavoro, sia privati che pubblici, debbano adoperarsi per favorire la formazione continua dei rispettivi collaboratori.
La nuova disposizione non crea un obbligo nei confronti degli imprenditori, ha sottolineato la maggioranza, rassicurando così i deputati che volevano stralciare la legge.
"Si vuole soltanto instaurare un ambiente favorevole alla formazione continua", ha spiegato la socialista vodese Géraldine Savary a nome della commissione, "un aspetto che diventerà sempre più importante per la nostra economia alla luce della votazione del 9 di febbraio con cui si intende limitare l'immigrazione di lavoratori".
Confederazione e Cantoni, inoltre, potranno sostenere le procedure destinate a certificare derminate formazioni offerte dal settore pubblico, al fine di renderle maggiormente trasparenti e comparabili tra loro.
Il dossier torna ora al Nazionale per l'esame delle divergenze.
ATS/FM




