Troppo costosa, irresponsabile ed estrema. È il parere di un’alleanza di partiti borghesi (PLR, UDC, il Centro) e dei maggiori attori economici (economiesuisse e l’Unione svizzera delle arti e mestieri, USAM) che invita a votare “no” all’iniziativa di PS e Verdi in votazione l’8 marzo e volta all’istituzione di un fondo ad hoc per il clima.
L’iniziativa denominata “Per una politica energetica e climatica equa: investire per la prosperità, il lavoro e l’ambiente (Iniziativa per un fondo per il clima)“ domanda alla Confederazione di istituire un fondo per il clima che verrebbe alimentato con un versamento annuale compreso tra lo 0,5 e l’1% del PIL, pari a 4-8 miliardi di franchi all’anno fino al 2050, allo scopo di raggiungere la neutralità climatica entro la metà del secolo.
No all’aumento delle imposte e a nuovi debiti
Una prospettiva che intimorisce gli avversari del testo specie a causa delle convulsioni geopolitiche attuali, della pressione sul ceto medio e dei costi della vita in crescita. Una cifra notevole che la Confederazione dovrebbe procurasi mediante aumenti delle imposte o indebitandosi. Nel suo messaggio, il Consiglio federale evoca un aumento dell’IVA che potrebbe raggiungere il 2,5% o un aumento dell’imposta federale diretta che potrebbe toccare il 28%. La classe media, ha sottolineato il consigliere nazionale Christian Imark, dovrebbe pagare ancora una volta le conseguenze di questa politica. Questo peserebbe anche sulle imprese, stando alla presidente di economiesuisse Monika Rühl e a quello dell’USAM Fabio Regazzi.
Peggio ancora, i promotori del testo in votazione intendono aggirare il freno all’indebitamento, nonostante questo articolo costituzionale - approvato nel 2001 dall’85% della popolazione, ndr - obblighi la Confederazione a mantenere il proprio bilancio in equilibrio. Per il consigliere nazionale vallesano del Centro, Benjamin Roduit, concedendo così tante risorse per un fondo per il clima saranno inevitabili tagli considerevoli al bilancio federale. Il finanziamento comporterebbe una riduzione dei fondi destinati alla sanità, alla sicurezza, alle prestazioni sociali, alla formazione, alle infrastrutture o all’agricoltura.

No al fondo per il clima
Telegiornale 20.01.2026, 20:00







