Se non si cambia rotta, la Svizzera non riuscirà a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Ne è convinto il comitato promotore dell’iniziativa per un fondo per il clima, in votazione il prossimo 8 marzo.
L’iniziativa, respinta dal Parlamento senza controprogetto, è stata presentata dal Partito socialista e dai Verdi a febbraio 2024 e mira a creare un fondo le cui risorse confluirebbero, tra le altre cose, in misure per il potenziamento delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica o della decarbonizzazione dei trasporti, degli edifici e dell’economia.
I mezzi finanziari necessari dovrebbero essere forniti dalla Confederazione, che dovrebbe alimentare un fondo con una quota compresa tra lo 0,5 e l’1% del Prodotto interno lordo (PIL). Secondo le stime si tratterebbe di una cifra fra i 3,9 e i 7,7 miliardi di franchi.
Il comitato sottolinea che la Svizzera, in quanto Paese alpino, è particolarmente colpita dagli effetti della crisi climatica : i ghiacciai si stanno sciogliendo e sono in aumento i giorni di canicola, le inondazioni e i fenomeni meteorologici estremi, sottolinea il comitato in un comunicato.
Oltre ai rischi per l’ambiente e l’essere umano, viene ricordato che ci sono delle conseguenze economiche. I costi del riscaldamento globale ammontano in Svizzera a circa un miliardo di franchi l’anno, prosegue il comitato, parlando di stime del Consiglio federale che porterebbero questa cifra a raggiungere i 34 miliardi all’anno entro il 2060.
Notiziario delle 11 del 13.01.2026

Gli Stati bocciano il fondo per il clima
Telegiornale 22.09.2025, 20:00










